L’Argentina introduce il voto per corrispondenza. Con il decreto n. 45/2019, il governo ha deciso di consentire il voto per posta a quei connazionali che vivono oltre confine. Finora, difatti, per esercitare il voto è stato necessario recarsi presso ambasciate e consolati nei paesi di residenza.

La nuova norma ha il fine di facilitare la partecipazione democratica a quei 360mila argentini residenti all’estero. Prima occasione utile saranno le Paso di agosto, cioè le primarie obbligatorie propedeutiche al voto di ottobre per eleggere il capo dello Stato e una parte del parlamento.


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Il voto per corrispondenza sarà concesso a quegli argentini che abbiano comunicato il cambio di residenza sulla base di quanto prevede la legge nazionale. Tuttavia, il decreto stabilisce che chi vorrà potrà continuare a votare recandosi all’ambasciata o consolato argentino nel paese di residenza.


In entrambi i casi il voto è facoltativo e previsto per le sole presidenziali, politiche e per il parlamento del Mercosur. Per quanto riguarda i collegi, si terrà conto del luogo di ultima residenza in Argentina. Sono quindi escluse – come per il voto degli italiani all’estero, così come previsto da diverse legislazioni europee ed extraeuropee – le elezioni locali.

Gli argentini residenti all’estero correttamente registrati negli elenchi riceveranno, al domicilio comunicato, una busta con tutta la documentazione necessaria al voto: la scheda elettorale, la busta col quale spedirlo, le istruzioni e un formulario di autocertificazione di identità.

La busta dovrà essere poi spedita gratuitamente alla rappresentanza diplomatica o consolare competente per territorio, tenendo presente che affinché il voto sia valido dovrà pervenire al massimo entro il mercoledì precedente alla data dell’appuntamento elettorale.

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