Ritrovato in Argentina il fossile di un mammifero che viveva tra ventimila e quarantamila anni fa. La scoperta è avvenuta nella località di Arroyo Seco, a una trentina di chilometri da Rosario, nella provincia di Santa Fe. Si deve a un caso, a un pescatore – Leonardo Sandoval – che transitava nei pressi di un ruscello.

Una ‘pietra’ che gli è sembrata strana, l’impressione che non fosse qualcosa di normale, informando subito le autorità. Difatti, il governo della provincia di Santa Fe ha riscontrato che si tratta di una macrauchenia, specie estinta circa ottomila anni fa.

macrauchenia argentina fossile preistorico

Dalle ricostruzioni effettuate dai paleontologi nel corso dei decenni, la macrauchenia è simile a un cammello senza gobba ma munito di una corta proboscide, anche se non è imparentato strettamente né con i cammelli né con gli elefanti. La caratteristica più vistosa di questo animale era la protuberanza che faceva assomigliare il suo muso a quello di un tapiro.


Il collo era piuttosto lungo, il corpo robusto (la lunghezza dell’animale era di circa tre metri) e le zampe relativamente slanciate ma di costituzione robusta.


È l’ultimo e il più famoso rappresentante dell’ordine dei litopterni, un gruppo di ungulati che vissero nel Sudamerica per tutto il Cenozoico. Con tutta probabilità la macrauchenia vagava in branchi per le sterminate pianure della Pampa argentina, brucando le cime degli alberi con l’aiuto della corta proboscide. Non doveva essere un animale particolarmente veloce, data la struttura degli arti.

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Secondo Luisiano Rey, funzionario del dipartimento del Patrimonio archeologico e paleontologico del ministero dell’Innovazione e della Cultura, l’esemplare ritrovato potrebbe avere avuto un peso tra i mille e i 1.500 chili, un’altezza di due metri e una lunghezza di tre.

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