Buenos Aires dice addio al ‘choripán de cancha’. Il choripán non è un semplice panino con la salsiccia: in Argentina è un pezzo di società, non precolombiano ma di sicuro precedente alla ritrovata moda globale dello street food. Due fette di pane, talvolta tostato, con un chorizo e, a seconda dei gusti, con salsa chimichurri o salsa criolla, o nulla.

È anche vecchia abitudine addentare un choripán (vale anche per un hamburger o un sandwich con bondiola) prima o dopo una partita allo stadio. Da spettatore, s’intende. Ma non più, almeno a Buenos Aires. Il che ha un peso notevole considerando la demografia e il numero di squadre di calcio, di vario rango, nella capitale argentina.

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Un provvedimento pubblicato sul bolletino ufficiale del governo della città di Buenos Aires prevede che non saranno più concessi permessi agli ambulanti per preparare e vendere alimenti per strada. Saranno altresì revocati i permessi precedentemente concessi.

Secondo le autorità della capitale, in città erano solo nove le parrillas di strada autorizzate, ma dopo il nuovo provvedimento si dovranno spegnere per sempre i carboni. L’atto pubblico non lascia scampo: non si rinnoveranno le licenze “per la elaborazione e vendita di prodotti alimentari nelle immediate vicinanze degli stati di calcio della città nei giorni e orari in cui sono previsti eventi sportivi”.

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Alla base della decisione del governo della città di Buenos Aires c’è il fine, testualmente, di “regolamentare il contesto sportivo e garantire la sicurezza”. Più che altro, la lotta all’abusivismo (negli anni sono spuntate centinaia di ‘parrillas callejeras’ attorno agli stadi) e ragioni legate alla salute pubblica. Ma per i porteños è la fine di un’era, del mito del ‘choripán de cancha’, quasi un obbligo per generazioni di tifosi.

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