“Domani il tempo sarà buono, potremo operare”. Così, sabato 2 febbraio, l’oceanografo David Mearns, esperto della società Blue Water Recoveries, ha annunciato l’avvio delle attività di ricerca del velivolo che trasportava il calciatore argentino Emiliano Sala, scomparso il 21 gennaio. Domenica 3 febbraio, dunque, come previsto sono riprese le ricerche nelle acque del Canale della Manica. Sette esperti sulla nave specializzata Fpv Morven (nella foto seguente), 24 ore su 24.

emiliano sala ricerche


In ausilio, anche la Geo Ocean III, incaricata di scandagliare la parte più profonda dell’area di mare perimetrata secondo calcoli precedenti, circa tredici miglia quadrate al largo dell’isola di Guernesey. La Air Accidents Investigation Branch, ente britannico competente su incidenti aerei, che ha deciso di partecipare alle ricerche, informa che le operazioni dureranno tre giorni per poi passare il testimone a una imbarcazione privata fino, si spera, al ritrovamento del velivolo.



Dopo le prime operazioni durate un paio di giorni, il 26 gennaio la famiglia di Emiliano Sala aveva annunciato che avrebbe proseguito le ricerche, grazie ai fondi raccolti sia sul web che con donazioni di diversi colleghi dell’attaccante argentino. Il 30 gennaio, inoltre, c’era stata una svolta, col ritrovamento di due cuscini dei sedili appartenenti, con ogni probabilità, al Piper PA-46 Malibu che trasportava Sala da Nantes a Cardiff.

Emiliano Sala, le foto dei resti dell’aereo scomparso. “Individuata l’area marina per le ricerche”

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