Terrorismo, la Polizia federale argentina ha arrestato, nelle ultime ore di giovedì 15 novembre, due fratelli presunti affiliati all’organizzazione libanese di Hezbollah. Durante la perquisizione, a Buenos Aires, sono state sequestrate una dozzina di armi di vario tipo. Secondo fonti giudiziarie, così come informa l’agenzia argentina Telam, perquisizione e arresti sono stati disposti dal guidice federale Sebastián Ramos, nel contesto di un procedimento avviato dopo una denuncia della Daia, la Delegazione di associazioni israelite in Argentina.


Gli arrestati sono entrambi di nazionalità argentina: Axel Ezequiel Abraham, 25 anni, e il 23enne Kevin Gamal Abraham Salomon. I due presunti affiliati a Hezbollah sono stati tratti in arresto in un appartamento del quartiere di Floresta, dove la federale ha anche proceduto al sequestro di armi, computer portatili, tre telefoni cellulari e altri oggetti ritenuti strumentali ai reati dei quale i due fratelli sono accusati.

Un fatto che, a distanza di poche ore, si aggiunge ai due attentati commessi nella sera di mercoledì 14 novembre, al cimitero della Recoleta e davanti all’abitazione del giudice Claudio Bonadio. In un momento, va aggiunto, in cui le forze di sicurezza argentine sono all’opera per il summi del G20 a fine mese con l’incubo terrorismo riproporsi anche in Argentina.


La Daia aveva presentato una denuncia alla giustizia federale dopo aver ricevuto una mail anonima con la quale veniva informata che uno dei due fratelli si era addestrato militarmente all’estero e che aveva armi da guerra a Buenos Aires. Nella segnalazione ricevuta la procura veniva già allertata della presunta appartenenza dei due fratelli argentini a Hezbollah. Da anni, in vari paesi sudamericani, si indaga sulla presenza di gruppi terroristici mediorientali in qualche modo infiltrate nelle pacifiche comunità decenni addietro emigrate in paesi come Argentina, Brasile, Venezuela e Paraguay.

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