La decisione del governo è arrivata: per l’emergenza coronavirus si ferma anche il calcio argentino. Al momento, però, è certo solo uno stop fino al 31 marzo e i dettagli arriveranno nelle prossime ore. È ciò che è emerso dopo un incontro tra il presidente, Alberto Fernández, i ministri competenti e i vertici del calcio nazionale.

Alla fine passa la linea della prudenza, dopo le numerose richieste da parte dei calciatori, influenzati anche dalla notizia di diversi contagi di calciatori in altri paesi. A portare alla riflessione collettiva anche la decisione del River Plate di non disputare il match di Copa Superliga contro l’Atlético Tucumán.

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Inizialmente – era anche la linea dell’esecutivo, della maggior parte dei dirigenti dei club e del sindacato dei calciatori – si è parlato di consentire lo svolgimento di tutti i tornei del calcio argentino senza pubblico con l’idea di congelare i diritti sulle partite per pterle trasmettere in chiaro. Ma l’input della sospensione è arrivato sull’onda di decisioni analoghe prese in praticamente tutto il mondo.

In Sudamerica la Conmebol aveva già cancellato per una settimana la Copa Libertadores e posticipate le eliminatorie sudamericane per Qatar 2022. Poi la chiusura dei tornei in Cile, Bolivia e poi Brasile.

Ma l’Argentina, oltre al resto del continente, è chiamata a rinunciare anche alla Copa América 2020 che il paese avrebbe dovuto ospitare insieme alla Colombia tra giugno e luglio di quest’anno. La Conmebol, posticipando al 2021 (dall’11 giugno all’11 luglio), permette ai vari paesi di ultimare i propri tornei nazionali.

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