Mauro Icardi non è più il capitano dell’Inter per scelta della società e dell’allenatore, Luciano Spalletti. Una notizia forse non del tutto inaspettata considerando la tensione che ormai regna tra l’attaccante argentino e la società. Poi, qualche ora dopo un altro colpo: Icardi non è stato convocato per la partita dei sedicesimi di Europa League di Vienna, contro il Rapid, in programma giovedì 14 febbraio. Un tweet ben in evidenza sull’account dell’Inter che i tifosi non avrebbero voluto mai vedere.

Due ore prima, allo stesso modo, la comunicazione ‘principale’ ai follower.


Nessun giro di parole ma soprattutto nessuna spiegazione. Non si esclude che il numero 9 nerazzurro stia pagando il caos attorno al rinnovo del suo contratto e la richiesta di un compenso più alto proprio in un momento in cui l’Inter non sta ottenendo grandi risultati. E lo stesso vale per Icardi, che non va in gol da sette giornate. Troppe per uno come lui.


Poi sulla convocazione saltata parla Spalletti: “Icardi era convocato ma ha scelto non venire. È impreciso dire che l’Inter non lo aveva convocato”.

Un amore che sta finendo? Forse. C’è chi, come Ivana Icardi, sorella di Mauro, attribuisce la responsabilità Wanda Nara, moglie e manager del calciatore. “Cronaca di una morte annunciata. Povero fratello mio, perché continui a permettere questo? Qua le follie non sono permesse, se avesse dietro una persona seria che lo segue, questo non succederebbe”, scrive su twitter. Tra lei e Wanda, si sa, non c’è mai stato feeling.


Un epilogo così ‘forte’ probabilmente era scritto, senza intenzione, nella storia di Mauro Icardi all’Inter. Era stato lo stesso attaccante a spiegare in un’intervista (era il 2015) che fu dell’allenatore Roberto Mancini l’idea di assegnargli la fascia: “È stata una decisione presa da Roberto, con il consenso di tutta la società e che ha avuto anche l’approvazione dello spogliatoio, ovviamente”.

“Se ne parlava già durante il precampionato, però la cosa si è concretizzata quando è iniziata la stagione. Lo prendo come un passo importante della mia carriera. Se sento il peso della fascia? Sono una persona che non compie errori in campo, sono freddo e non soffro mai la pressione”.

Icarsi aveva rischiato di perdere la fascia da capitano già nel 2016 per il caso innescato dalle frasi contro gli ultras scritte nella sua autobiografia. Il giocatore raccontava di aver regalato a fine partita maglietta e pantaloncini a un bambino, doni che furono strappati di mano al piccolo da un ultrà che restituì la divisa al giocatore accusato di scarso rendimento.

mauro icardi capitano inter


Nel libro si leggono i retroscena: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”.

Come allora anche oggi non sembra essere un momento facile per Maurito difeso come sempre dalla moglie-manager che qualche giorno fa che, lunedì, nel corso della trasmissione Tiki Taka, ha voluto chiarire: “Su Mauro tante cavolate, non capisco se vengono da dentro o da fuori”. “In tanti mi hanno scritto chiedendomi se Spalletti ce l’avesse con me. Mauro ha ancora due anni di contratto, noi non vogliamo nessun rinnovo: la priorità è l’Inter, non ho mai chiamato l’Inter per chiedere un rinnovo, non abbiamo nessuna fretta”, ha detto Wanda Nara .

“Escono tante cavolate attorno a Mauro, come la presenza di una presunta multa oppure le polemiche per la partita che è andato a vedere a Madrid accanto all’ex capitano Zanetti e a Piero Ausilio”. E poi l’affondo: “Vorrei che Mauro fosse più tutelato dalla squadra: non si capisce se queste cose siano cattiverie che vengono da dentro o da fuori. Io non sono andata a parlare di rinnovo: quando mi hanno chiamata era una riunione per conoscermi e parlare di altre cose e altre situazioni”.

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E ora? Decisiva sarà la prossima estate, Icardi può lasciare l’Inter se qualche club (straniero, viene da pensare) sarà disposto a pagare la clausola da 110 milioni dell’attuale contratto. Poi c’è l’ingaggio che dovrebbe essere superiore a quei sette milioni l’anno che l’Inter ha proposto a dicembre incontrando l’opposizione della Nara.

Che si apra una sorta di riflessione nella società? La proprietà dovrà decidere nelle prossime settimane se può privarsi non solo del suo capitano, ma del suo giocatore simbolo, mettendolo ufficialmente sul mercato.

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