river boca andata semifinale libertadores de rossi tevez

River e Boca, lo sguardo è già al 22 ottobre. E a De Rossi e Tevez


La sconfitta è pesante, gongola Marcelo Gallardo che, alla guida del River Plate, non perde un match contro il Boca Juniors da due anni. Al Monumental, la prima semifinale di Copa Libertadores è finita con due gol per i padroni di casa e nessuna rete per la squadra xeneize. Prima, al settimo minuto, il rigore (contestato dal Boca, ma c’era tutto) messo a segno da Rafael Santos Borré, poi il solito Nacho Fernández al settantesimo.

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Ora lo sguardo è al 22 ottobre (21.30 ora locale, 2.30 ora italiana), alla Bombonera per la semifinale di ritorno. Sul campo di casa il Boca cercherà una vendetta, più che una rimonta: recuperare due reti a un River che si sta dimostrando tecnicamente superiore. Obiettivo: la finale allo stadio Nacional di Santiago del Cile, sabato 23 novembre.

Quella della Bombonera sarà una occasione anche per Daniele De Rossi, rimasto fuori dal match di andata come conseguenza dell’infortunio che lo ha costretto a uno stop nei giorni scorsi. E poi Carlos Tevez, protagonista più che per il suo contributo in campo, per un gesto che non è passato inosservato.

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Il ragazzo di Fuerte Apache non ha nascosto il suo disappunto circa la scelta del tecnico Gustavo Alfaro di lasciarlo in panchina all’inizio del match. Ma si è soprattutto fatto notare dalla stampa mondiale che lo ha immortalato in un atteggiamento che lo mette a rischio di una sanzione o addirittura squalifica da parte della Conmebol, la federazione calcio sudamericana.


Tevez ha mimato con le mani il gesto dei soldi, come a insinuare che l’incontro fosse stato “comprato”. Il riferimento è alla concessione del rigore al River. Il resto, però, quello che conta davvero, si deciderà nei prossimi novanta minuti alla Bombonera.

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