Il mondo del calcio sotto choc per una notizia che non ha tardato a rimbalzare su tutti i media, non solo sportivi. Un suicidio, in piena carriera, di sicuro alimentato da insoddisfazione e problemi personali, dentro e fuori il campo di gioco. E, come capita spesso in questi casi, solo dopo parenti, amici e colleghi sottolineano le difficoltà pregresse. È anche quello che sta succedendo attorno al tragico gesto di Santiago García, per tutto El Morro.

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Avevano provato a contattarlo sia attraverso messaggi che chiamate. Nessuna risposta. Fino alla decisione di un suo amico di rivolgersi alla polizia. Giunti sul posto, gli agenti, accompagnati da un fabbro, hanno forzato la porta del suo appartamento. E la scena sotto i lori occhi non ha lasciato dubbi.


Pochi minuti dopo, l’accaduto è stato descritto dal magistrato di turno: “L’appartamento era in ordine. Lui era sul letto e la polizia scientifica non ha dubbi nell’affermare che si è sparatoun colpo di arma da fuoco calibro 22 alla tempia destra”. Questa è stata la fine tragica di Santiago García, all’undicesimo piano.


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È noto che era sotto trattamento psichiatrico, dai medici considerato più che mai necessario per la sua attuale condizione di disagio. Oltre alla recente delusione calcistica, c’erano anche problemi di carattere personale: non vedeva sua figlia da più di un anno, spiegano dal suo entourage.

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Storico attaccante del Godoy Cruz, squadra di primo piano della prima divisione argentina, era in rosa dal 2016. A giugno del 2020 era stato messo in ‘stand-by’ per ordine del presidente del club di Mendoza. “Non puoi essere un leader ora, devi scendere di peso e fare tutte le cure”, gli aveva detto. Un colpo troppo duro per lui che ha visto tempi d’oro arrivando a essere anche goleador del campionato del suo paese nel 2010.

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“Il ciccione crepa”. Maradona, spuntano messaggi choc del medico personale negli attimi della morte

Santiago García, 30enne di nazionalità uruguaiana, era arrivato nel calcio argentino nel 2016 dopo aver mlitato in squadre di primo piano in Brasile e Uruguay tra cui Atlético Paranaense e River Plate dell’Uruguay, ma anche una parentesi in Turchia con la maglia del Kasımpasa. Con 51 reti, è stato il massimo goleador della storia del Godoy Cruz in prima divisione e capocannoniere nella Superliga 2017/18.

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