Se la carne è la regina della gastronomia argentina, il suo principale ‘alleato’ è sicuramente la salsa chimichurri. Si tratta di una salsetta verde e non solo usata per marinare la carne o come suo arricchimento. L’uso della chimichurri è prevalentemente legata ad alcuni Paesi del Latinoamerica, ma sembra che questa salsa sia stata inventata da un generale irlandese, Jimmy McCurry, e che il suo nome in spagnolo derivi dalla cattiva pronuncia del nome dell’ufficiale. Secondo altre leggende il termine “chimichurri” è il risultato della spagnolizzazione di una frase inglese “give me curry”, ossia “passami il curry per condire la carne”.

chimichurri argentino ricetta


Si racconta che l’origine del termine chimichurri, infatti, risalga alle invasioni delle colonie spagnole ad opera degli inglesi. Secondo questa versione, al momento del rancio i soldati inglesi fatti prigionieri sul Rio de la Plata chiedevano, per condire il loro pasto, il curry, spezia indiana a cui la loro attitudine coloniale li aveva abituati: con una mescola di termini creoli, spagnoli e anglosassoni gli uomini di sua maestà tentavano probabilmente di sostituire un azzardato “Give me the curry” con un “Che, mi curry”. Una traduzione probabilmente storpiata da chi non aveva molta dimestichezza con la lingua di Sua maestà.

Come il curry, anche il chimichurri è una miscela di spezie ed erbe aromatiche tritate. Si tratta di un delizioso composto di prezzemolo, aglio, origano, olio e aceto. Come in tutte le cose, poi, in ogni casa, regione o Paese si contano diverse variazioni che la caratterizzano rendendola più o meno “incisiva” al palato. Altri ingredienti aggiuntivi possono infatti essere: peperoni verdi, paprika o peperoncino, basilico, cumino, timo, succo di limone, alloro, coriandolo. Esiste anche una versione ‘rossa’ della salsa chimichurri con pomodoro e peperone rosso. Ma la parola d’ordine per un buon chimichurri è equilibrio.

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Non va dimenticato che è un accompagnamento che deve valorizzare, mai sovrastare la pietanza che accompagna, sia essa la carne come in Argentina ma anche pesce o altre pietanze come accade, soprattutto nelle cucine degli altri Paesi che l’hanno ‘adottata’.Il matrimonio perfetto, o almeno il più tradizionale è nella marinatura preventiva della carne o come accompagnamento dopo la cottura, abbinata con churrascos e con asados.

Il procedimento di preparazione è molto semplice. Si parte triturando tutte le erbe aromatiche insieme allo spicchio d’aglio e alle spezie. In una ciotola aggiungere l’olio e l’aceto e mescolare fino a ottenere un’emulsione. Il risultato è un composto fluido dall’odore intenso, acidulo, da usare per spennellare la carne prima di cuocerla sulla griglia o al forno. Quando la si vuole usare come salsa di accompagnamento alla carne cotta, la consistenza deve essere più densa.

Per ottenere il risultato si aggiungono al composto base di erbe, spezie e aceto anche pezzetti di peperone, cipolla e/o pomodoro. Il chimichurri non va confuso con la salsa criolla, anche essa è una salsa acidula ma composta da varie verdure tagliate a dadini che si prepara fresca.

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In commercio è facile reperire il chimichurri, non solo nei negozi specializzati in cibo del mondo ma oggi anche negli scaffali della grande distribuzione. Si può trovare in varie consistenze: già pronta all’uso allo stato liquido, oppure allo stato secco o disidratato, che prima di essere usato richiede l’aggiunta degli ingredienti umidi.

Questa salsa molto gradevole ha inoltre anche dei benefici specifici, propri delle erbe e spezie che la compongono ma, cosa da non sottovalutare, proprio per il suo carattere intenso ma non invasivo che esalta il sapore del cibo senza coprirlo, aiuta a ridurre l’uso di sale oltre quello già presente nel composto dell’emulsione stessa.


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