yerba mate argentina export

Così la yerba mate sta conquistando il mondo, dall’Argentina. E l’export è da record


La yerba mate si conferma uno dei prodotti di punta dell’export argentino: nel 2018, altro record con i 41 milioni di chilogrammi che hanno varcato le frontiere del paese. Un aumento del 44 per cento rispetto all’anno precedente. Curiosamente, anche ragioni geopolitiche alla base: la fine delle ostilità in Siria ha ‘riattivato’ il principale cliente argentino che ‘gira’ una parte al vicino Libano.

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Il principale esportatore in Siria, il gruppo Kabour, nel paese mediorientale ha anche un impianto di lavorazione e confezionamento di yerba mate. Un mercato che vede attive anche altre imprese argentine (Piporé, La Cachuera e Las Marías) con packaging speciali per gli arabi.

Se, come detto, nel corso del 2018 sono stati esportati 41 milioni di chili, di questi alla Siria ne sono arrivati 34,5 milioni. Niente a che vedere, insomma, con i 4,48 milioni per il Cile, i 752mila spediti direttamente al Libano, i 544mila alla Francia e poco meno agli Stati Uniti. Aumenta il numero dei paesi che riceve yerba mate dall’Argentina, essendo ormai 41.

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E anche il 2019 sembra confermare ottimi numeri per i produttori: nel primo semestre l’export si è attestato su 17,9 milioni di chili. Secondo gli addetti ai lavori è il secondo semestre migliore della storia in fatto di vendite.

Produttori e esportatori affinano le strategie di promozione della yerba. Perché non è difficile ‘imporre’ l’uso di termos, mate e bombilla ai mediorientali o, meno ancora, agli argentini espatriati. Ma lo è in mercati promettenti, come India e Stati Uniti, dove c’è da adeguarsi alle rispettive abitudini.

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Per esempio, la cooperativa di produttori di Santo Pipó da due anni ha un ufficio commerciale in India, cioè il secondo paese più popoloso del mondo e, per tradizione, con una certa propensione a erbe e spezie. Per adattare il prodotto ai gusti degli indiani, questo produttore mischia alla yerba mate erbe tipiche e profumi del posto come petali di rosa, lemongrass e lavanda.

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Diverso il discorso per gli Stati Uniti dove l’export ha come cliente finale il cosiddetto “mercato della nostalgia”, composto dagli argentini residenti negli States. Un anno fa circa, l’Istituto nazionale per la yerba mate attraverso il sito Say Yes to Yerba Mate fa l’influencer di se stesso, cerca di ‘spingere’ il prodotto, le sue proprietà e i molteplici usi a un popolo molto legato alle sue, buone o cattive, abitudini. Una delle idee realizzate: proporlo in brick come il tè freddo, che gli americani consumano a volontà.

L’emoji del mate è finalmente arrivata e si può già usare