Giovedì 28 febbraio, nella sede della Facoltà di Lettere dell’Università ‘Sapienza’ di Roma, si tiene un incontro rivolto agli studiosi di letteratura per presentare Adilli, Associazione di docenti e ricercatori di Lingua e Letteratura italiana, creata a Buenos Aires nel 1985. Inoltre, si comunicheranno le modalità per assistere al convegno annuale, organizzato in quest’occasione dai soci Adilli afferenti all’Universidad Nacional del Litoral (Santa Fe, Argentina) e dedicato a dibattere su apprendimento della lingua italiana, letteratura, migrazioni e traduzioni, prendendo spunto dal tema “Giornalismo nella letteratura, nella cultura e nella lingua italiana”.

adilli 2019


In collegamento da Buenos Aires, Nora Sforza, presidente dell’Associazione, rivolgerà un saluto al pubblico e Renata Adriana Bruschi fornirà alcune brevi notizie sull’Associazione di Italianisti creata in Argentina oltre trent’anni fa. Seguiranno poi due comunicazioni accademiche. La prima è affidata a Carla Forno, presidente del Centro studi Alfieriani di Asti, cui spettò l’onore di aprire i lavori del Convegno del 2018 tenutosi a Córdoba.


Seguirà poi la comunicazione di Marco Franzoso, dottorando dell’Università nazionale del Litoral, che illustrerà aspetti emersi nel corso della sua ricerca sulla figura del cineasta Fernando Birri, che a Santa Fe fondò l’Instituto Nacional del Cine dopo essere rientrato da un lungo soggiorno romano, ricco di esperienze artistiche. Infine, Adriana Crolla e Susana Dorato, in collegamento da Santa Fe, forniranno indicazioni in merito al convegno di settembre prossimo.


Negli ultimi decenni, in seno alle università italiane e ai centri di ricerca, l’attenzione verso i rapporti tra i due paesi è tornata in auge, in linea con l’attuale apertura verso società e culture sparse in ogni angolo del pianeta. Nel caso dell’Argentina i ricercatori che analizzano tematiche attinenti a questo ambito riportano alla luce aspetti interessanti che permettono di scrivere una parte della storia spesso rimasta elusa.

Forse le difficoltà nel reperire documenti e fonti per l’indagine hanno condizionato sino a poco tempo prima queste ricerche, oggi i mezzi a disposizione rendono più fluido e fitto lo scambio di informazioni ma il problema non è del tutto superato, considerato che gli archivi sono costosi da allestire e da gestire, con il rischio – purtroppo spesso sfiorato – di perdere testimonianze rilevanti.

La valorizzazione di quelle informazioni, legate alla presenza italiana in Argentina e ancora conservate nei centri di studio, negli archivi o nelle biblioteche, trova uno spazio di dibattito e promozione privilegiato nei convegni, seminari e giornate di studio organizzate nelle università. In questo senso, l’associazione Adilli vanta il merito di aver avviato negli anni ottanta una serie di incontri annuali dedicati all’Italianistica, oggi molto attesi e apprezzati anche da ricercatori provenienti dall’Italia, dalla Spagna, dal Brasile, dall’Uruguay, dagli Stati Uniti.

L’Universidad Nacional del Litoral


L’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires e quello di Córdoba, presenti sin dai primi incontri, hanno contribuito alla buona riuscita dei convegni, rendendo possibile la presenza di un professore proveniente dall’Italia, cui viene affidata la prolusione. Con il suo impegno costante, Adilli ha favorito la creazione di un terreno fertile di scambio e confronto, che è premessa necessaria per un’adeguata diffusione della cultura italiana. A conferma della validità di questo approccio, negli ultimi decenni sono stati varati diversi progetti di ricerca che prevedono accordi tra atenei italiani e argentini, con il coinvolgimento talvolta di quelli brasiliani.

Tra gli intellettuali argentini, la letteratura italiana gode di un’ammirazione sconfinata che difficilmente si riscontra in altri paesi. Molti scrittori argentini considerano doveroso l’apprendimento dell’italiano per accedere in modo diretto agli scrittori consacrati dalla critica letteraria, da Dante alle più recenti voci. La passione per le loro opere ha in J. L. Borges uno dei migliori esempi, egli infatti ammirò ad esempio il poema dell’Ariosto, la cui struttura trova eco nel concetto di tempo circolare tipicamente borgesiano.

Inoltre, gli scrittori argentini continuano a cimentarsi nella traduzione di alcuni classici, in particolare Pasolini e Pavese, con il proposito di affinare le loro capacità esegetiche. Questi pochi riferimenti ci invitano a considerare con nuova attenzione il dialogo culturale tra le due società.

Ancor più ammirata della letteratura proveniente dalla Spagna, forse per effetto della volontà di emanciparsi dalla antica madre patria, la cultura italiana in Argentina gode di una attenzione pari a quella francese ma l’interesse viene talora eroso dalle lusinghe provenienti dal mondo anglosassone. Il conflitto, come avviene spesso nel mondo della cultura, è forse più apparente che reale, a maggior ragione in un contesto che vede travasi continui tra culture.

Si delinea infatti un fenomeno, avvertito ogni volta più spesso, che trova riscontro nelle esperienze dei primi letterati italiani emigrati in Argentina: molti narratori contemporanei decidono di utilizzare una lingua appresa in età adulta per scrivere le loro opere narrative o poetiche.

adilli roma convegno

Presentazione Adilli 2019
Giovedì 28 febbraio, ore 12:00
Facoltà di Lettere, Università ‘Sapienza’ di Roma
Piazzale Aldo Moro, piano 3, aula 2


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