Sono trascorsi due decenni dall’apertura dei negoziati per l’Accordo di associazione bi-regionale tra l’Unione europea e i quattro fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Dopo una inziale battuta d’arresto, le discussioni sono state rilanciate nel 2010 per poi essere di nuovo interrotte nel 2012. Nel maggio del 2016 le parti hanno ripreso i negoziati con una fitta agenda di incontri (a oggi 35) sui diversi temi che compongono il programma dell’accordo commerciale Ue-Mercosur.

Tra le questioni più rilevanti: tariffe, la questione dell’origine dei prodotti, barriere al commercio, misure sanitarie e fitosanitarie, piccole e medie imprese, procure governative, proprietà intellettuale, sviluppo sostenibile e servizi.


L’accordo commerciale è di vitale importanza per entrambi i blocchi. Le relazioni commerciali degli ultimi due anni tra Ue e Mercosur parlano chiaro:

L’Unione europea è il maggiore partner commerciale dei fondatori di Mercosur, assorbendo nel 2016 il 21,8 per cento del commercio del blocco sudamericano

Sempre nel 2016 le esportazioni dai quattro del Mercosur all’Ue ammontavano a 40,6 miliardi di dollari. L’Ue, invece, nello stesso anno esportava per 41,5 miliardi in prodotti e 20 miliardi in servizi

Le merci maggiormente esportate dai membri del Mercosur in UE sono di genere agricolo-alimentare: bevande e tabacco (24 per cento), soia e caffe (18) e carne e prodotti animali (6)

I prodotti che partono dal mercato europeo sono invece macchinari pesanti (28 per cento), componenti per le infrastrutture dei trasporti (17) e prodotti farmaceutici (24)

L’Unione europea, avendo portato il suo capitale dai 130 miliardi del 2000 ai 387 miliardi del 2014, è tra i primi investitori nell’area Mercosur

Anche i quattro fondatori del blocco sudamericano, con investimenti per 115 miliardi di euro, sono tra i maggiori investitori in Europa.

Stavolta i negoziati sembrano procedere bene. L’Argentina ‘spinge’ sulla chiusura. Dante Sica, ministro della Produzione di Buenos Aires, ha ribadito la volontà del governo Macri di chiudere l’accordo entro il 2018. Secondo lo stesso Sica, la firma potrebbe tenersi in occasione del G20 di Buenos Aires, a fine novembre. Tuttavia, restano da chiudere questioni determinanti.

Dante Sica, ministro argentino della Produzione

Dopo l’ultimo incontro (4 ottobre), le parti sono giunte a un accordo su 10 dei 14 punti che compongono il programma del trattato. Rimangono fuori quattro temi di natura squisitamente commerciale: il blocco sudamericano avrebbe infatti chiesto un miglioramento dell’offerta in ambito agricolo, soprattutto riguardo a carne bovina, zucchero ed etanolo. L’Ue si era resa disponibile a importare 99mila tonnellate di carne e 150mila di zucchero, offerta giudicata insufficiente dai rappresentanti Mercosur.

Ma sul destino delle trattative potrebbe pesare considerevolmente l’esito delle elezioni presidenziali in Brasile, socio preponderante del blocco. Jair Bolsonaro, durante la sua campagna elettorale, ha promesso “un’era di protezionismo moderato per l’economia industriale del paese”, mettendo sotto la protezione del governo alcuni settori produttivi che già si trovano al centro delle trattative Ue-Mercosur, soprattutto elettrodomestici, farmaci, componenti per automobili, plastiche e prodotti chimici.

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