Una notizia positiva per l’economia argentina, anche se inevitabilmente collegata con le difficoltà macroeconomiche del paese. La bilancia commerciale del 2019 ha registrato un saldo attivo record di 15,99 miliardi di dollari, secondo i dati ufficiali dell’Indec, il locale istituto nazionale di statistica. Dati alla mano, è il risultato migliore degli ultimi 17 anni, ma è conseguenza diretta della forte svalutazione del peso argentino e della caduta delle importazioni nel 2019, a sua volta innescata dalla profonda crisi economica. Nel 2018, infatti, il saldo si era chiuso in deficit per 3,7 miliardi di dollari.

argentina bilancia commerciale 2019

In termini nominali, le entrate per le esportazioni sono state pari a 65,1 miliardi (+5,4 per cento sul 2018) a fronte di uscite per import di 49,1 miliardi di dollari, cioè il 25 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Non muta il quadro dei principali partner commerciali dell’Argentina. Nell’ordine, si tratta di Brasile, Cina e Stati Uniti, rappresentando il 33,1 per cento dell’export e il 52,3 per cento degli acquisti da oltre frontiera.

Nel solo mese di dicembre 2019, l’interscambio commerciale ha registrato un saldo positivo di 2,2 miliardi di dollari, cioè il 57 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2018. Le esportazioni cresciute maggiormente nel 2019 sono state quelle di beni primari (+25,1 per cento), manifatture di origine agroindustriale (+4,5 per cento) e combustibili ed energia (+4,1 per cento).

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Sul fronte delle importazioni, invece, il calo più consistente è quello dei beni capitali (-30,7 per cento), automobili (-55,2 per cento), beni intermedi (-16,2 per cento), combustibili e lubrificanti (-32,2 per cento), ricambi e accessori (-16,8 per cento), beni di consumo (-25,6 per cento).


I saldi attivi del 2019 l’Argentina li registra, in ordine di grandezza, negli scambi con Cile, Vietnam, Algeria, Perù, Olanda, India, Indonesia, Svizzera, Arabia Saudita ed Egitto. Saldo negativo negli scambi si registra invece con Cina, Stati Uniti, Germania, Bolivia, Paraguay, Tailandia, Francia, Messico, Giappone e Svezia. Il saldo con il principale socio commerciale, il Brasile, è risultato quasi neutro, con un saldo a favore argentino di 226 milioni di dollari su un volume complessivo di oltre 20 miliardi.

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