Il governo degli Stati Uniti ha annunciato ufficialmente che sta riconsiderando le misure di compensazione antidumping applicate alle importazioni dall’Argentina di carburante biodiesel. Lo scorso gennaio, Washington aveva deciso l’inserimento di queste misure per una durata di due anni.

Il dipartimento del Commercio ha diramato ieri un comunicato informando che il segretario Wilbur Ross ha deciso di ricorrere a una clausola di eccezione che gli consente di riconsiderare il provvedimento in presenza di una “causa giustificata”, come previsto dalla legge.



L’export di biodiesel, prima della applicazione delle norme antidumping, avevano toccato la soglia di 1,5 miliardi di dollari, pari al 25 per cento del totale delle esportazioni verso gli Stati Uniti. La decisione è stata sollecitata da una specifica richiesta del governo argentino, sulla base del drammatico cambiamento delle condizioni macroeconomiche locali e delle dinamiche commerciali del mercato internazionale. Si tratta per Buenos Aires di un assist importante da parte dell’amministrazione Trump, anche in vista del prossimo G20.

Sul punto il ministro degli Esteri argentino, Jorge Faurie, ha rilasciato una dichiarazione per sottolineare che questa decisione è un risultato tangibile “del processo di normalizzazione delle nostre relazioni con il mondo”. “Se i negoziati che avvieremo con il governo americano avranno successo potremo recuperare un mercato significativo per un prodotto ad alto valore aggiunto”, ha spiegato Faurie.

“È un primo, importante passo”, sottolinea il direttore della Camera di commercio argentina per i biocarburanti (CArBio), Víctor Castro, secondo il quale “i dazi sono una misura totalmente scorretta ed è molto importante per noi poter esportare verso questo mercato”, in mancanza del quale i livelli della produzione sono molto diminuiti. Attualmente su un totale di 1,65 milioni di tonnellate prodotti nel 2017 (per un controvalore di 1,2 miliardi di dollari) l’85 per cento ha avuto come mercato di destinazione l’Unione europea fino al mese di agosto, quando Bruxelles ha deciso di avviare una indagine su possibili aiuti di Stato al settore da parte del governo argentino.

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