L’economia argentina registra un’altra caduta. È l’Indec, l’istituto nazionale di statistica del paese sudamericano, a segnalare che l’ultimo mese con dati definitivi, quello di agosto 2020, mostra una frenata dell’11,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno prcedente. Tuttavia, rispetto a luglio del 2020 c’è un miglioramento pari all’1,1 per cento.

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Fatta eccezione delle attività di intermediazione finanziaria, che è l’unico settore in aumento (+4,1 per cento), il resto dell’economia argentina ad agossto è in negativo. In modo particolare perdono quei comparti economici direttamente legati alla mobilità delle persone, impedita dalle misure di distanziamento sociale e chiusura delle frontiere che si protraggono dal 20 marzo.


Il settore alberghiero e la ristorazione, rispetto all’agosto del 2019, segnano un pesante -56 per cento della loro movimentazione. Lo stesso i servizi che presuppongono aggregazione, come intrattenimento e cultura (-53,7 per cento).


Come conseguenza della situazione sanitaria nazionale e globale, l’economia argentina è al sesto mese di caduta a due cifre. Il mese peggiore è stato quello di aprire, con lockdown in tutto il paese, con -25,5 per cento dell’attività economica bruciata rispetto allo stesso mese del 2019. Da quel momento la caduta del prodotto interno lordo si è andata attenuando ma mantenendosi sempre sopra il 10 per cento.

Le progressive riaperture stanno dando risultati in termini di recupero, evidenti soprattutto nei primi mesi di ‘sblocco’ come, per esempio il 9,9 per cento in più di maggio rispetto ad aprile e il 7,6 per cento di giugno su maggio 2020.

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