Se le stime per i mesi di pandemia e lockdown, in linea col resto del pianeta, sono tutt’altro che rassicuranti, i fondamentali dell’economia argentina nel periodo precedente segnano una tendenza negativa che si sarebbe andata a ogni modo consolidando. Gli ultimi numeri dell’Indec, il locale istituto di statistica, evidenziano un calo del prodotto interno lordo del 5,4 per cento nel primo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Rispetto, invece, al trimestre precedente la perdita è del 4,8 per cento. Solo in parte influenzato da emergenza sanitaria e misure di contenimento che in Argentina sono state introdotte dal 20 marzo.

Gli analisti spiegano che per i primi tre mesi dell’anno in corso valgono anche per l’Argentina gli effetti delle restrizioni al commercio globale, ma la perdita di Pil è soprattutto conseguenza della forte crisi finanziaria e del problema dell’ingombrante debito estero che soffoca il paese dall’agosto del 2018.

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A provocare in misura maggiore la contrazione dell’attività economica dal lato della domanda sono stati il consumo privato (-6,6 per cento), gli investimenti (-18,3) e le esportazioni (-4,7). Le attività economiche che maggiormente hanno risentito della recessione sono state quelle di costruzione (-20,8 per cento), turismo (-10,2), servizi (-7,2), industria (-6,5), agricoltura (-6,2).



Non va meglio sul fronte della disoccupazione, altro fattore che anche in Argentina risulterà fortemente penalizzato dall’emergenza sanitaria. Nel primo trimestre del 2020, la disoccupazione in Argentina – calcoltata sui 31 agglomerati urbani del paese – è salita al 10,4 per cento, vale a dire un punto e mezzo in più rispetto agli tre mesi precedenti. Rispetto allo stesso periodo del 2019, invece, l’aumento è dello 0,3 per cento.

Anche alla base del peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro i forti venti di recessione che soffiano sul paese sudamericano dal 2018 e, solo in misura minore, per ragioni di calendario, il blocco per il contenimento della pandemia di Covid-19.


Sempre secondo l’Indec, il tasso di sottoccupazione è, ancora nel primo trimestre 2020, dell’11,7 per cento, stavolta inferiore dell’1,4 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Allo stesso modo, gli occupati che cercano un lavoro migliore sono il 17,9 per cento, vale a dire 2,4 milioni di lavoratori.

Più duri saranno i mesi a venire, anche se non è ancora chiaro il tenore e la durata delle nuove misure anti pandemia che stanno per essere decise dal governo centrale, della provincia di Buenos Aires e della capitale. Tra le varie, la previsione dell’Ocse parla di una perdita del Pil per il 2020 tra l’8,3 e il 10,1 per cento, forbice che dipende dall’esito dei negoziati sulla ristrutturazione del debito. Per lo stesso organismo di Parigi la disoccupazione salità al 13 per cento, contro l’8,9 del 2019.

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