Ha preso la visita ufficiale del ministro dell’Economia, Martín Guzmán, negli Stati Uniti, tra New York e Washington. L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare la fiducia di investitori e organismi finanziari multulaterali. Guzmán, plenipotenziario del governo Fernández sulla gestione del debito dell’Argentina, ha in programma riunioni tecniche con i vertici del Fondo monetario internazionale.

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Guzmán con la numero uno del Fmi, Kristalina Georgieva

Il negoziato tra Buenos Aires e il Fmi è ancora incerto sul piano delle modalità di ristrutturazione dell’enorme debito contratto dal precedente esecutivo guidato da Mauricio Macri. È la prima volta di Guzmán a Washington dall’avvio delle trattative, che finora hanno visto missioni speciali del Fondo a Buenos Aires e riunioni in modalità virtuale.

L’Argentina sembra giocare tutto sul tempo, cercando di posticipare il più possibile altamente probabili riforme e tagli della spesa pubblica che il Fondo chiederà come condizione alla dilazione dei futuri pagamenti. Che, sul piano politico, come si nota da recenti dichiarazioni dello stesso presidente, risultano impopolari, soprattutto in un anno in cui gli argentini sono chiamati al rinnovo parziale di camera e senato.


L’agenda del ministro dell’Economia in terra americana prevede incontri anche con il presidente della Banca mondiale, David Malpass, e col numero uno della Banca interamericana per lo sviluppo, Mauricio Claver-Carone. Non è escluso che Guzmán, come ipotizza la stampa argentina, possa incontrare il segretario del Tesoro Usa, Janet Yellen. Quest’ultima col ministro argentino condivide la ‘scuola’, il premio Nobel dell’Economia Joseph Stiglitz.

A ogni modo, il viaggio di Guzmán negli Stati Uniti è la prima tappa di un ‘tour’ che, nelle prossime settimane, lo vedrà impegnato anche Europa e Asia. Il fine è quello di cercare sostegno nei negoziati con il Fmi e il Club di Parigi.

L’incertezza prolungata sul fronte debito si sta manifestando sulle quotazioni dei titoli del debito argentino e sul rischio paese, in questo periodo oscillando tra i 1.500 e i 1.600 punti base in relazione ai titoli del tesoro Usa.

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