Il ricorso alle casse del Fondo monetario internazionale non è un tabù neanche per un governo, come quello peronista di Alberto Fernández. Che dell’eccessivo debito contratto dalla precedente amministrazione Macri ha fatto uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale. L’idea dell’attuale esecutivo, però, è quella di rivedere i rapporti con l’organismo finanziario, percorso avviato con la sospensione delle tranche dei 56 miliardi di dollari concessi all’Argentina durante il governo Macri (il più alto della storia del Fondo), che l’attuale ha invece fermato a 44 miliardi.

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Martín Guzmán

Passo successivo, come spiegato più volte in precedenza dal ministro dell’Economia, Martín Guzmán, è rinegoziare il debito rendendolo sostenibile, in linea con le reali capacità di pagamento dell’Argentina in un momento economico caratterizzato da massima incertezza. Obiettivo per il quale i colloqui tra Buenos Aires e Fmi sono stati avviati già mesi fa, ma l’istituto ha già fatto sapere che l’importo del capitale finora prestato non può essere oggetto di tagli.


La conferma arriva dal portavoce del Fmi, Gerry Rice, spiegando che sono finalizzati ad avviare un nuovo programma di assistenza finanziaria, in sostituzione del precedente programma Stand By del 2018. “Chiaramente condividiamo l’obiettivo di stabilizzare la situazione economica attraverso un piano di sviluppo che permetta di consolidare la ripresa, rafforzare la resilienza del sistema economico, e aiutare il paese nella lotta contro la pandemia”, ha detto Rice.


In questa fase, ha aggiunto, il Fondo monetario è impegnato più che altro ad “ascoltare quali sono le priorità delle autorità argentine”. “Stiamo raccogliendo informazioni sulla situazione economica attuale e stabilendo le modalità di lavoro congiunto in un clima molto costruttivo”.

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Kristalina Georgieva

Recentemente il governo Fernández ha incassato il favore del Fmi durante i negoziati per la ristrutturazione del debito per oltre 66 miliardi di dollari. La stessa numero uno del Fondo, Kristalina Georgieva, aveva fatto appello ai creditori invitandoli a collaborare per una nuova sostenibilità del debito argentino.

Lo stesso Guzmán riconoscce che il Fmi “ha svolto un ruolo positivo nella valutazione della sostenibilità del debito”. E su questo principio spera di incardinare una nuova linea di credito. Buenos Aires punta a ulteriori fondi al Fmi nel contesto di un nuovo accordo “basato sulla responsabilità e la comprensione di qual è la situazione oggi dell’Argentina”.

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