Viaggio in Europa per il ministro dell’Economia dell’Argentina, Martín Guzmán. Il tour prevede incontri con i suoi omologhi di alcuni paesi con l’obiettivo di cercare, nel cuore del Vecchio continente, sostegno nei negoziati che il governo di Buenos Aires porta avanti con il Fondo monetario internazionale per la ristrutturazione del debito.

Primo appuntamento a Berlino, indubbiamente più complicato per la nota rigidità della politica tedesca su temi legati a debito e bilanci. Guzmán incontra il ministro dell’Economia e dell’Energia, Peter Altmaier, e il sottosegretario per la Politica economica e di bilancio, Wolfgang Schmidt.

Dopo sarà alla volta di Roma per riunirsi, nel pomeriggio di mercoledì 14 aprile, con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco. Poi Madrid, con l’omologa Nadia Calviño, e infine, venerdì 16, a Parigi cercando il favore di Bruno Le Maire.


Il tema principale è quello del debito dell’Argentina con il Fondo monetario, ma in agenda c’è anche quello con il Club di Parigi. Sullo sfondo, più in generale, la costruzione di un consensus sull’idea del governo di Alberto Fernández di stabilizzare l’economia come base della crescita.

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Martín Guzmán con Kristalina Georgieva, numero uno del Fmi

Tutto avviene in un periodo complicato, com’è quello funestato dalla pandemia – con un’Argentina appena entrata nella seconda ondata – oltre che da una recessione che soffoca il paese dal 2018. E c’è, appunto, l’enorme debito di 44 miliardi di dollari contratto nello stesso anno, dal governo Macri, con l’organismo di Washington.

Il debito dell’Argentina con il Club di Parigi è di imminente scadenza, il prossimo mese di maggio, ammontando a 2,4 miliardi di dollari. Su questo, Martín Guzmán si farà portavoce della richiesta del suo esecutivo: posticipare i pagamenti al 2023. Prima di allora, difatti, l’Argentina ritiene di non essere in grado di onorare alcun tipo di scadenza, condizione che pregiudicherebbe ulteriormente la stabilità e la ripresa dell’economia.

Sollievo, invece, per i 4,5 miliardi di dollari che Buenos Aires deve al Fmi a fine anno, somme compensate dalla prossima assegnazione di diritti speciali di prelievo, che il Fondo concederà al paese sudamericano presumibilmente ad agosto per una cifra di poco superiore ai 4,3 miliardi di dollari (Dal Fmi oltre 4 miliardi di dollari all’Argentina, sollievo per riserve e scadenze).

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