Crollo del peso, cosa succede alle società italiane attive in Argentina


Occhi puntati sulle aziende italiane con attività e interessi in Argentina dopo l’ulteriore crollo del peso. È di giovedì 30 agosto la decisione della Banca centrale argentina di aumentare, ancora una volta, il tasso di interesse portandolo al 60 per cento. Pochi giorni prima era già stato portato al 45. Ma la decisione non sembra per ora aver sortito effetti positivi sui mercati, con le principali borse europee a risentirne, Milano compresa. Cosa rischiano le società italiane con la nuova turbolenza argentina?

Rassicurazioni arrivano dagli analisti di Mediobanca securities secondo i quali l’esposizione delle società italiane alla svalutazione del peso argentino è limitata. Tuttavia, bisogna tenere conto che un ulteriore crollo potrebbe poi avere effetti di propagazione ad altre valute dell’America Latina.

Il report di Mediobanca prende in esame alcune società in particolare. Fiat Chrysler, per esempio, ha venduto il 2 per cdnto dei suoi volumi complessivi in Argentina nel 2017, quindi l’impatto della svalutazione del peso non sarà tangibile. Cnh Industrial non comunica l’incidenza dell’Argentina ma soltanto quella di tutto il business del Latinoamerica, pari al 12 per cento delle vendite 2017. Pertanto, secondo il report di Mediobanca Securities, l’Argentina dovrebbe pesare per circa il 3-4 per cento. Alle 12,30 di oggi, 31 agosto, secondo Reuters Italia, Fca cedeva 1,27 per cento e Cnh Industrial lo 0,72.


Al contrario, Enel è quella più esposta all’Argentina attraverso Enel Americas, controllata al 52 per cento. Se da un lato le fluttuazioni negative delle valute sudamericane hanno rappresentato finora un significativo problema per la società, dall’altro l’Argentina rappresenta un limitato 2-3 per cento dell’ebitda consolidato. Il titolo cede appena lo 0,58 per cento. Infine Tenaris.

Il gruppo adotta il dollaro come valuta funzionale per la controllata argentina e, quindi, riceve addirittura un vantaggio dalla svalutazione del peso in termini di costi occupazionali più bassi, visto che il 24 per cento della forza lavoro del gruppo è basata in Argentina. Per questa ragione il titolo in borsa sale dello 0,99 per cento.