Non occorre andare indietro di decenni per ricordare la banconota da due pesos argentini. È dal 1 maggio del 2018 che non ha più corso legale. Del resto, al cambio attuale il suo valore è inferiore ai cinque centesimi di euro. In Argentina l’inflazione avanza e anche banconote e monete si adeguano. La Banca centrale ha difatti presentato le nuove monete da due e dieci pesos e i nuovi biglietti da cento. Con una brutta sorpresa per gli amanti della immortale Eva Perón.

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Sulla nuova moneta da due pesos è raffigurato il ‘palo borracho’, un albero caratteristico di giardini e parchi argentini, mentre su quella da dieci pesos ‘arriva’ un’altra specie vegetale, il caldén. Per la banconota da cento pesos, invece, è stato scelto il taruca, un cervo tipico delle regioni del nord-ovest argentino. 


Con il simpatico taruca viene così completata la serie delle banconote con animali autoctoni dopo il guanaco sui venti pesos, il condor impresso sui cinquanta, la balena franca sui duecento, il yaguareté (il giaguaro) sul biglietto da cinquecento, mentre il taglio più grande, mille pesos, è stato ‘affidato’ all’hornero, l’uccello simbolo del paese.


Con il restyling, però, dalla banconota da cento pesos di nuova emissione scompaiono i ritratti di Julio Argentino Roca, due volte presidente alla fine del Diciannovesimo secolo, e quello di Eva Perón. Biglietto che, con orgoglio identitario, fu presentato dall’ex presidente Cristina Fernández. Il presidente e l’eroina del popolo cominceranno a essere rimpiazzati dal cervo per poi restare solo sui libri di storia.

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