Il secondo semestre del 2020 si conferma nero per l’Argentina anche sul fronte dell’occupazione. I tre mesi coincidono con lo scoppio della pandemia e sono quelli di massima intensità delle misure di distanziamento sociale. A risentirne pesantemente anche il mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione in Argentina nel periodo aprile-giugno è salito dal 10,4 al 12,5 per cento. L’incremento è di oltre due punti e mezzo rispetto al primo semestre, quando la situazione era già descritta come preoccupante.

aumento disoccupazione in argentina covid 2020

Dati alla mano, è il tasso di disoccupazione più alto dal secondo trimestre del 2004, quando l’economia del paese si cominciava a risollevare dopo il duro colpo della crisi 2001-2002. Secondo i dati dell’Indec, l’istituto nazionale di statistica, nello stesso periodo dell’anno in corso si registra inoltre un calo del tasso di occupazione dal 42,6 al 33,4 per cento, pari al -8,8 per cento interannuale. Si tratta, in termini nominali, di 2,5 milioni di posti di lavoro andati in fumo.


Il rilevamento dell’Indec sulla disoccupazione in Argentina, però, è realizzato sui 31 agglomerati urbani. Questi rappresentano solo il 65 per cento del mercato del lavoro del paese con la conseguenza che la stima totale potrebbe arrivare a una perdita di occupazione per 3,9 milioni di unità.


Il tributo più pesante è pagato dalle donne fino a trent’anni di età: in un anno il tasso di disoccupazione specifico è passato dal 23,6 al 28,5 per cento con un incremento di quasi cinque punti. Emerge anche che il 61,6 per cento del campione censito (circa 17,6 milioni di persone) è inattivo, cioè senza lavoro e che non lo cerca attivamente.

La regione Pampeana è quella che ha registrato il livello più alto di disoccupazione nel periodo preso in considerazione col 16,7 per cento. Al suo interno realtà spicca il dato negativo di Mar Del Plata (26 per cento) e dell’area del Gran Santa Fe (20,3). Del 10 per cento, invece, nella regione patagonica anche se interessata dal 22 per cento di Ushuaia e Río Grande per le difficoltà dell’industria elettronica e settore ittico.

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