La carne argentina ha una chiara vocazione all’export, ultimamente agevolato dalla svalutazione del peso. Ma è il mercato interno a presentare criticità nelle dinamiche di domanda e offerta. Secondo le stime della Fundación Mediterránea di Córdoba, in Argentina il prezzo della carne bovina è aumentato del 55 per cento negli ultimi dodici mesi. E, di conseguenza, il consumo interno è sceso ai livelli più bassi dell’ultimo decennio.

carne argentina bovina aumento prezzi consumo interno export 2020

Il prezzo, emerge dall’analisi, si è mosso all’insù in misura nettamente superiore rispetto alla varazione generale dei prezzi e nell’ultimo mese c’è un ulteriore aumento valutato tra il 5,9 e l’8,6 per cento. (Inflazione in Argentina, a ottobre più su degli ultimi 11 mesi. Su anno è +37,2 per cento)


Alla base di questa tendenza, che era già evidente nel 2019, c’è soprattutto la forte crisi dell’economia nazionale con annesso aumento della disoccupazione e perdita di reddito in termini reali per ampi segmenti della popolazione. Poi si è aggiunta la pandemia con le relative misure di contenimento che hanno aggravato la situazione mecroeconomica del paese.


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In questo scenario, tuttavia, l’export di carne argentina bovina risulta in aumento del 12 per cento nei primi nove mesi del 2019. Al contrario, segnalano gli analisti della Fundación Mediterránea, il consumo medio interno annuo di carne con osso è attorno ai 50 chili per abitante.

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Nel mese di settembre dell’anno in corso le statistiche parlano di 85mila tonnellate di carne bovina esportata con un totale di 646mila tonnellate nei primi tre trimestri 2020. Si tratta del 27,6 per cento dell’intera produzione nazionale, contro il 25,1 per cento dello stesso periodo del 2019.

Cifre che permettono di effettuare una previsione sull’intero anno che, secondo gli addetti ai lavori, dovrebbe chiudersi superando le 900mila tonnellate di carne con osso inviate oltre confine. L’export più alto della storia, sottolineano.

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