Un risultato che stupisce per l’entità, ma che certo non può definirsi del tutto inaspettato, data la difficile contingenza che sta attanagliando Buenos Aires. Secondo una graduatoria stilata dall’International institute for management development (Imd), la prestigiosa business school svizzera, l’Argentina è il terzo paese meno competitivo al mondo, superiore solamente a Venezuela e Mongolia.

Il ranking di competitività globale stilato annualmente dal 1989 dall’organizzazione svizzera esamina 235 indicatori in 63 paesi di ogni parte del mondo. L’analisi è dunque ampia, strutturale, e scruta sia parametri ‘pesanti’ come disoccupazione, Pil e spesa governativa su sanità e istruzione, che ‘leggeri’ come le opinioni di cittadinanza e operatori economici su temi come corruzione, coesione sociale e globalizzazione.

argentina meno competitivo competitività imd losanna


Tutti i dati raccolti confluiscono poi in quattro macro-categorie (performance economica, infrastrutture, efficienza governativa e imprenditoriale) che determinano il risultato finale per ogni paese. Ovviamente, non c’è un paradigma ideale di competitività, ma è un dato di fatto che le economie più performanti tendono a far bene in tutte le quattro categorie.

E questo, malauguratamente, non è il caso dell’Argentina, che si colloca peraltro in un’area, l’America Latina, assai poco performante. Se Atene piange, insomma, Sparta non ride. Si pensi che il Cile, il leader dell’area, ha perso ben sette posizioni in un anno, e si colloca al 35esimo posto, mentre l’Argentina, come detto, è 61esima su 63 paesi, e ha perso 5 posizioni. Un altro potenziale gigante il Brasile, è ultimo nei costi di accesso al credito, e nelle capacità linguistiche.

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Buenos Aires, dal canto suo, si difende nell’export, nei prezzi delle materie prime e nel costo della vita in relazione al Pil, ma è assai poco performante, fra gli altri, sul fronte inflattivo e nella bilancia dei pagamenti. In un simile scenario, perseguire gli obiettivi di riduzione del deficit e dell’inflazione in un contesto di crescita appare oltremodo complicato, soprattutto tenendo in debito conto le problematiche di sicurezza e stabilità sociale.

È l’Argentina il paese che ha contratto maggiore debito estero nella regione. “In crescita dal 2015”

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