Le conseguenze della pandemia sull’economia argentina, ormai al terzo anno di recessione, sono devastanti. Il prodotto interno lordo ha perso il 19,1 per cento nel secondo trimestre del 2020. Sui mesi di aprile, maggio e giugno si notano interamente gli effetti delle misure di distanziamento sociale che il paese sudamericano ha disposto dal 20 marzo. E che, almeno per ora, si protrarranno fino all’11 ottobre mentre in gran parte delle province la diffusione del virus non dà tregua.

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Su quel trimestre, comunque, pesa la maggiore intensità delle misure da vero e proprio lockdown. A ogni modo, ciò che segnala l’Indec, il locale istituto di statistica, è che si tratta di una caduta dell’economia senza precedenti. Risulta addirittura supeiore a quel -16,3 per cento del primo trimestre del 2002. Era l’Argentina collassata dopo la grande crisi del 2001.


Quello relativo al secondo trimestre dell’anno in corso è un vero record negativo, almeno da quando, all’inizio del secolo scorso, sono state avviate le ‘misurazioni’ della performance economica nazionale. Comparando il periodo in questione con i primi tre mesi del 2020, invece, il calo del Pil è del 16,2 per cento. Come segnalano gli analisti anche il 2020 perde il confronto con il 2002 il cui primo trimestre rispetto all’ultimo del 2001 aveva perso il 6,2 per cento.


Fermando l’attenzione sui vari segmenti, nel secondo trimestre del 2020, il consumo privato, proprio in conseguenza della ridotta mobilità, è crollato del 22,3 per cento mentre quello pubblico del 10,1. Inoltre, gli investimenti segnano un -38,4 per cento, mentre sul fronte del commercio esportazioni e importazioni hanno perso rispettivamente l’11,7 e il 30,1 per cento.

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Il presidente, Alberto Fernández

Maggiormente penalizzati risultano i settori più colpiti dalle misure di distanziamento sociale, a cominciare da alberghiero e ristorazione con un crollo clamoroso del 73,4 per cento. Seguono spettacoli e altre attività ricreative e di intrattenimento col -67,7 per cento e poi l’edilizia (-52,1). A perdere meno degli altri, l’intermediazione finanziaria (-1,2 per cento) e agricoltura e allevamento (-10,7).

Risponde anche a questo la decisione del governo di Buenos Aires di cominciare ad alleggerire le misure, alla ricerca di una prima risposta dell’attività economica. Dipenderà anche dall’andamento dei contagi che, però, nell’ultimo rilevamento quotidiano hanno superato quota 12mila dopo una breve tregua di due giorni con poco più di 8mila casi.

Il 2020 sembra compromesso a livello economico e l’esecutivo punta tutto sul prossimo anno. Nella legge di bilancio appena presentata al parlamento, per il 2021 viene indicato un deficit primario pari al 4,5 per cento del prodotto interno lordo con una crescita del 5,5 e inflazione da contenere sotto i 29 punti.

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