crisi argentina 2019 economia cause paul krugman

Crisi Argentina, “Commessi gli errori del passato, Fmi compreso”. L’analisi di Paul Krugman


“Piangendo per l’Argentina, cerco di comprendere il disastro”. Sulla attuale crisi argentina interviene il premio Nobel per l’economia Paul Krugman, fornendo la sua visione sulle difficoltà macroeconomiche del paese. “Quando Macri ha assunto la presidenza aveva già un problema di deficit gemelli: di bilancio e di conto corrente “, introduce Krugman.

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Secondo l’economista, la soluzione ‘da manuale’ è il consolidamento dei conti pubblici più la svalutazione della moneta nazionale per permettere alle esportazioni nette di compensare la caduta della domanda interna. Ma, aggiunge, “Macri non ha potuto o voluto farlo, non disposto a sopportare la reazione sociale a grandi tagli di bilancio”.



Il governo, continua Krugman, non ha aperto a un rapido deprezzamento del peso argentino sia per l’impatto sull’inflazione in un paese con una lunga storia di aumento dei prezzi che per il debito in dollari. Come alternativa ha optato per il ricorso a ulteriore prestito straniero.

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Nella sua analisi, il premio Nobel ha citato l’analista Brad Setser il quale ha assicurato che l’Argentina ha commesso un errore di gestione del debito. E cioè chiedere, dal principio, troppo prestito in moneta straniera, portando il debito con l’estero a raddoppiarsi in un periodo di tempo troppo corto.


Krugman segnala che è successo soprattutto nella prima fase del mandato di Macri quando era evidente la ‘luna di miele’ con i mercati. Con la conseguenza “di scavare un pozzo ancora più profondo, con un grande aumento del debito estero che ha screditato le riforme di impronta neoliberista.

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“Gli ultimi disperati tentativi di stabilizzare la situazione hanno incluso aumenti drastici dei tassi di interesse e austerità dell’ultimo minuto con la conseguenza di una spiacevole caduta”.

E Krugman conclude manifestando il suo stupore e critiche al Fondo monetario internazionale giacché vede la attuale situazione dell’Argentina “incredibilmente vicina” a scenario e ricette usate nel periodo 1998-2001: senza legge di convertibilità peso-dollaro ma con errori di politica economica simili e con il Fmi ad avallare questo cammino.

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