“Solidarietà e riattivazione produttiva”: così è stato definito il pacchetto di misure economiche pensato dal governo di Alberto Fernández per affrontare l’emergenza economica in cui versa l’Argentina. Il progetto di legge è stato presentato dal ministro dell’Economia, Martín Guzmán. Si tratta, come illustrato dall’esecutivo, di un insieme di norme che “puntano a spostare le priorità verso i settori più vulnerabili” e, al tempo stesso, a “recuperare la stabilità macroeconomica”.

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Alberto Fernández e Martín Guzmán


Il fine è quello, dice Guzmán, di intervenire sulle quattro aree dove l’esecutivo ritiene che si siano verificati i principali squilibri nei quattro anni precedenti: pensioni, area fiscale, tariffe dei servizi, debito estero.

Debito – È il punto centrale, il tema attorno al quale ruota l’azione del governo peronista. Viene così confermata l’idea di rinegoziare il debito in scadenza nei prossimi due anni, come passo fondamentale per l’uscita dell’Argentina dalla attuale crisi.

Fisco – Una serie di misure che puntano ad aumentare il gettito fiscale e a liberare risorse in modo particolare per le piccole e medie imprese, tra le principali vittime della recessione per il crollo dei consumi dopo la svalutazione del peso argentino. Tra le misure previste anche un aumento delle aliquote della patrimoniale.

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Tassa sui consumi e patrimoniale: in Argentina il governo preme sul fisco

Fuga di capitali – Evitare la fuga di capitali e a promuoverne il ritorno è un altro obiettivo delle nuove norme annunciate. In caso di ritorno, difatti, non saranno applicate le nuove aliquote patrimoniali. Parallelamente si promuoverà il risparmio in moneta locale eliminando la tassa cedolare sulle rendite finanziarie introdotta dal governo precedente. Guzmán ha precisato che il 70 per cento della tassa sull’acquisto di valute straniere verrà destinato a finanziare il sistema di previdenza, mentre il restante 30 servirà a cofinanziare investimenti in infrastrutture.

Continua la fuga di capitali dall’Argentina. Via 84 mld di dollari in 46 mesi

Tariffe – Il riadeguamento delle tariffe in chiave più dilibero mercato è stato uno dei principali terreni di scontro tra l’ex governo Macri e le forze di opposizione e sindacati. L’impostazione del governo Fernández è quella di predisporre, nei prossimi sei mesi, un nuovo quadro tariffario generale verso “un equilibrio adeguato tra l’obiettivo di protezione sociale e l’esigenza di promuovere gli investimenti nel settore dell’energia”.

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Matías Kulfas


Mercato interno – La riattivazione del mercato interno, secondo lo schema proposto, avrebbe come fonte di finanziamento le risorse derivanti dalla sospensione del pagamento del debito. “Le politiche di sviluppo produttivo dovranno dare priorità agli investimenti in progetti che aumentino le esportazioni e sostituiscano importazioni in modo genuino”, ha sottolineato il neo ministro della Produzione, Matías Kulfas.

L’idea è quella di puntare le maggiori risorse sul finanziamento di progetti legati al know-how e dei servizi per stimolare la creazione di cluster tecnologici legati direttamente all’attività agricola, all’industria del petrolio e a quella estrattiva.

Pensioni Guzmán ha confermato quanto anticipato dal presidente Fernández: lo Stato provvederà all’emissione di un buono aggiuntivo di cinquemila pesos (75 euro circa) nei mesi di gennaio e febbraio da assegnare a chi percepisce la pensione minima. Nel prossimi sei mesi, inoltre, l’esecutivo procederà a un riformare il calcolo delle pensioni, col fine di maggiore protezione dei pensionati più colpiti dalla crisi.

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