Il Fondo monetario internazionale conferma la sua fiducia nei confronti del governo argentino. È una doppia manifestazione di sostegno quella espressa dalla numero uno, Kristalina Georgieva, in un webinar con il Financial Times. “Sosteniamo l’Argentina nella sua lotta contro la doppia crisi, quella contro la pandemia di coronavirus e il problema della sostenibilità del debito”, ha dichiarato. Una situazione che il direttore del Fondo ha definito “abbastanza grave”.

Nelle scorse settimane il Fmi ha più volte espresso il suo parere positivo sulle modalità in cui il governo di Buenos Aires sta gestendo la crisi del debito, arrivando anche ad auspicare che i creditori dell’Argentina accettino il principio della sostenibilità, e cioè rinuncino a una parte delle loro pretese. Che, in altri termini, significa che il paese sudamericano alle attuali condizioni macroeconomiche non è in grado di adempiere nei tempi e nelle cifre previste.

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Kristalina Georgieva e il ministro dell’Economia, Martín Guzmán

Georgieva, pur sottolineando che “è prassi che il Fmi non entri in negoziati tra un paese e i suoi creditori”, aggiunge tuttavia che “abbiamo detto con chiarezza che il debito dell’Argentina è insostenibile ed è interesse di tutti che il paese raggiunga la sostenibilità” del suo passivo. È la conferma di quanto già descritto in una nota tecnica di marzo, nella quale si auspica che Buenos Aires riesca a ottenere un taglio di 85 miliardi di dollari.

Tra il Fondo monetaraio è ancora vigente l’accordo sottoscritto nel 2018 dal governo guidato da Mauricio Macri anche se dallo scorso agosto l’esecutivo albiceleste ha sospeso la linea di credito, fermandosi a 44 dei 56,3 miliardi previsti. Dal principio il governo di Alberto Fernández aveva reso noto che avrebbe evitato di impegnare ulteriormente in paese (Debito su debito: come l’Argentina ha utilizzato il maxi prestito Fmi).

La maggior parte delle scadenze di capitale a favore del Fmi si concentrano tra il 2022 e il 2023 ma il ministro dell’Economia, Martín Guzmán, ha già chiesto una proroga di tre anni. Il tutto, però, dovrà essere il risultato di una modifica dell’accordo in atto previa ‘scansione’ accurata dei conti pubblici del paese. Nel frattempo, però, Kristalina Georgieva sottolinea che “in Argentina vedo un governo che vuole realizzare il giusto per la sua gente e giocare il suo ruolo nella regione e all’economia mondiale”.

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