Si tratta di un semplice riconoscimento di una realtà di fatto, ma che può avere importanti effetti nella vicenda del prestito del Fondo monetario internazionale all’Argentina. Del resto, il presidente Alberto Fernández e il suo ministro dell’economia, Martín Guzmán, lo vanno ripetendo da tempo: il debito pubblico del paese è, semplicemente, insostenibile.

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Mauricio Macri e Christine Lagarde, ex direttore Fmi

E ora, anche da Washington sembrano aver preso atto, visto che “il surplus primario (che sarebbe) necessario per ridurre il debito pubblico dell’Argentina e il fabbisogno finanziari lordo, a livelli compatibili con un rollover gestibile e una crescita soddisfacente, non è politicamente ed economicamente fattibile”.

È ormai noto che durante l’amministrazione liberale di Mauricio Macri il debito abbia avuto una dinamica ascendente senza soluzione di continuità, accompagnata da bassa crescita, e dunque recessione, alta inflazione, e forte deprezzamento del peso argentino. Questa combinazione di debito crescente e forte svalutazione del prodotto nazionale in termini di dollari ha fatto sì che l’indebitamento pubblico dell’Argentina schizzasse, a fine 2019, oltre un agghiacciante 90 per cento del Pil.

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Il ministro dell’Economia Guzmán e il direttore Fmi Georgieva

A questo punto, secondo un’analisi di José Antonio Ocampo, professore della Columbia University e membro del Comitato per la politica di sviluppo dell’Onu, è fondamentale ristabilire la fiducia fra i creditori esteri, e gli attori domestici, visto che il governo Fernández è fortunatamente riuscito a resistere alla tentazione di procedere a una ristrutturazione intermedia, seppur parziale. Va da sé, tuttavia, che nell’immediato l’obiettivo più importante è assicurare una sostenibile e ordinata risoluzione della questione del debito, anche (e soprattutto) con l’aiuto del Fmi.

L’organismo di Washington, infatti, dovrebbe modificare i suoi programmi di restituzione del prestito, volgendo l’attuale struttura a breve termine in una dilazione temporale più agevole, estesa anche al prossimo anno. E nel frattempo, fungere da autorevole partner, per il governo argentino, durante i negoziati con i creditori privati, che avranno l’evidente scopo di rendere maggiormente sostenibile il debito.

Export, soprattutto: il piano economico del governo argentino contro crisi e debito

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