I creditori privati dell’Argentina dovrebbero accettare una rinuncia di pretese tra i 50 e gli 85 miliardi di dollari. È la stima effettuata dai tecnici del Fondo monetario internazionale chiamati alla revisione dei conti pubblici, nella attuale contingenza economico finanziaria del paese sudamericano.

Non ci sarebbero altre vie percorribili in termini di sotenibilità del debito argentino, secondo i funzionari dell’istituto di Washington giacché per recuperare la sostenibilità macroeconomica l’Argentina dovrebbe ridurre le sue necessità di finanziamento a una media circa 5 punti annuali del Pil sul medio e lungo termine.


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Kristalina Georgieva (Fmi) e Martín Guzmán, ministro dell’Economia

Il Fmi non ha dubbi: si tratta di una condizione impossibile da verificare, sia sulpiano economico che su quello politico, che vorrebbe dire tagli alla spesa sociale irrealizzabili in situazioni di recessione e aumento della povertà. A maggior ragione dopo il lockdown per l’emergenza coronavirus. Sulla cifra, gli esperti Fmi fanno dipendere il range tra 50 e 85 miliardi dai differenti scenari ipotizzati in relazione all’andamento dell’economia nei prossimi anni.


Dal canto suo, il Fondo monetario invoca “collaborazione tra l’Argentina e i suoi creditori privati al fine di raggiungere un accordo che ha bisogno un’elevata accettazione dei creditori”. Del resto,ha più volte manifestato il suo sostegno al governo di Buenos Aires per le future iniziative di negoziato per la ristrutturazione del debito estero con i creditori privati e ha ribadito la necessità di “un sostanziale sgravio” dell’importo totale, che ora viene quantificato sulla base della salute dei conti del paese.

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