Debito Argentina – Il Fondo monetario internazionale approva l’ultima offerta avanzata dal governo argentina sulla ristrutturazione del debito estero, in un negoziato che interessa 66,3 miliardi di dollari. Non è una novita: negli ultimi mesi i vertici dell’organismo finanziario hanno invitato i creditori a dialogare con l’Argentina facendosi guidare “dalla buona fede” e garantito il suo supporto a Buenos Aires seppure non in veste di parte interessata ai negoziati (Debito Argentina, soddisfazione per la nuova offerta lanciata da Buenos Aires. Cosa prevede).

Oggi è la numero uno del Fmi, Kristalina Georgieva, durante un incontro a livello di G20, a rivolgersi nuovamente ai creditori, assicurando che il Fondo e la Banca mondiale faranno la loro parte affinché il processo in corso vada a buon fine. Prima di lei, il ministro delle Finanze saudita, come esponente del paese che detiene la presidenza di turno dei Venti: “È necessario ristrutturare il debito in maniera sostenibile con il contributo dei creditori del settore privato. Un esempio recente è l’Argentina”.


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Secondo Georgieva, i creditori privati devono considerare quello attuale come un momento concreto, di azione, “capire come gli stessi creditori e il paese possano mettersi d’accordo”. “Occorre cercare collaborazione tra creditori e debitori in modo razionale e con reciproco rispetto”.


Poche ore prima era stato il portavoce del Fmi, Gerry Rice, a ribadire il sostegno dell’istituto all’offerta argentina ai suoi creditori. Attraverso un comunicato via Twitter l’ultima proposta del governo di Buenos Aires viene definita “un passo avanti importante nel processo di ristrutturazione”.

“Speriamo che tutte le parti coinvolte continuino a lavorare costruttivamente ed opportunamente con l’obiettivo di raggiungere un accordo che collocherebbe il debito argentino su un percorso di sostenibilità, e porrebbe le basi future di una crescita duratura ed inclusiva”, conclude il breve messaggio di Rice.

Ma la doccia fredda arriva, come previsto, dai fondi di investimento in rappresentanza dei gruppi più ‘pesanti’ dei creditori argentini. Pur ritenendo che l’offerta del governo “va nella direzione giusta” affermano che non è sufficiente. Si tratta dei comitati Ad Hoc Bondholder e Exchange Bonholder che, al loro interno, sono ‘guidati’ dai fondi BlackRock e Monarch. Per loro, spiega una nota congiunta, “non è una proposta che possa essere accettata dai creditori più importanti dell’Argentina.

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