Debito Argentina – Il presidente argentino, Alberto Fernández, riunisce lo staff economico del suo governo alla ricerca di strumenti per attenuare le conseguenze devastanti della pandemia di coronavirus sull’economia del paese. Ma sul tavolo c’è anche l’altro grande tema economico dell’Argentina, la crisi del debito e i negoziati per la ristrutturazione che, secondo gli ultimi sviluppi, evidenziano ulteriori ‘incomprensioni’ tra l’esecutivo di Buenos Aires e i principali rappresentanti dei creditori.

Tra questi, difatti, due in modo particolare manifestano “profonda preoccupazione”. Si tratta dei gruppi di investitori denominati Ad Hoc Argentine Bondholder Group e Exchange Bondholder Group che, con una nota congiunta, lanciano precise critiche alla controparte albiceleste. Dal 17 giugno, data dell’ultimo rinnovo del termine di accettazione dell’offerta, affermano, “non c’è stato alcun impegno significativo tra loro e le autorità argentine”.


Rinnovando la disponibilità al prosieguo di un negoziato costruttivo, i firmatari sottolineano il loro punto di vista: “La mancanza di un serio impegno da parte delle autorità argentine è profondamente preoccupante, dato che il tempo è essenziale e tutte le parti dovrebbero concentrarsi sull’evitare i devastanti costi legali ed economici di un default prolungato”.


Dal principio il governo argentino ha dalla sua il favore del Fondo monetario internazionale in merito al principale obiettivo del governo: costruire una proposta ai creditori che garantisca sostenibilità del debito senza mettere a rischio la ripresa economica e la tgenuta sociale del paese. Al momento, però, questo non sembra essere sufficiente sul piano della percezione delle intenzioni dell’esecutivo.

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Il ministro Guzmán con Joseph Stiglitz

E, difatti, non pochi sono gli addetti ai lavori che imputano al ministro dell’Economia, Martín Guzmán, la volontà di dividere il fronte dei creditori. Nel mirino dei critici anche la formazione di Guzmán, allievo dell’economista premio nobel Joseph Stiglitz che sul debito sovrano non ha mai nascosto il suo punto di vista (Debito, 138 economisti e Nobel con l’Argentina: “Accettare l’offerta di ristrutturazione”).

Quel che è certo è che nei prossimi giorni dalle stanze dell’economia argentina dovrebbero arrivare nuove comunicazioni circa una nuova proposta che, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe in grado di migliorare la precedente che, come noto, chiede un taglio della metà del valore netto dei titoli aggiungendo un bonus legato alle performance dell’export argentino.

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