Debito Argentina – La proposta di ristrutturazione del debito presentata il 6 luglio è “l’offerta definitiva” dell’Argentina e rappresenta “il massimo sforzo che il paese possa sostenere”. È l’ultima comunicazione del governo di Buenos Aires giorni dopo il rifiuto manifestato da tre grandi comitati di creditori (Debito Argentina, perché i grandi fondi rifiutano l’offerta di ristrutturazione).

Di qui l’invito alle parti coinvolte nell’ormai lungo negoziato ad accettare quanto proposto dal governo. E, in sostanza, a rinunciare all’ultima controproposta presentata dai comitati Ad Hoc Argentine Bondholder Group, Exchange Bondholder Group e Argentine Creditor Committee (Debito Argentina, sulla ristrutturazione distanza minima tra governo e creditori del ‘no’).


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Il presidente Fernández e il ministro Guzmán

Una nota della Casa Rosada sottolinea che l’Argentina “vuole contribuire e contribuirà alla elaborazione di strumenti contrattuali che possano migliorare l’esito delle trattavive”. Tuttavia, c’è la disponibilità a introdurre modifiche all’offerta per avvicinarsi alla richiesta delle parti riluttanti, posizione, quest’ultima, che l’esecutivo definisce “un passo indietro”. Se, aggiungono fonti governative, si continua ad analizzare ogni rilievo “in forma costruttiva e in buona fede”, le istanze dei tre comitati “non possono essere accettate”.


“Con più del 50 per cento di povertà infantile, nel breve termine non possiamo migliorare il profitto dei nostri creditori senza dovere sottrarre risorse necessarie a sostenere la spesa sociale necessaria a garantire un futuro più certo”, specificano dal ministero dell’Economia.

La linea del governo è quella di resistere alle nuove richieste di una parte dei tre comitati che, secondo stime degli stessi, rappresentano un terzo circa dei poco più di 66 miliardi di dollari sottoposti al processo ristrutturazione. E di invitare all’accettazione dell’offerta, garantendo la disponibilità a rivedere in parte i termini legali. Non il valore di scambio dei titoli: “Abbiamo fatto tutto il possibile, otre l’Argentina non può andare”.

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