Debito, Argentina al bivio: default o una nuova chance per evitarlo. Ed è quest’ultima la strada imboccata dal governo di Buenos Aires. La scadenza prevista oggi per l’accettazione dell’offerta di ristrutturazione del debito, avanzata ai creditori possessori di bond sotto legislazione internazionale, sembra superabile da nuovi negoziati. Si lavora sulla ‘buona fede’, quella che l’Argentina ritiene essere la base della sua proposta perché l’unica compatibile all’attuale stato delle finanze e degli indicatori macroeconomici del paese (“Non possiamo pagare fino al 2023”. Debito Argentina, l’offerta di ristrutturazione ai creditori privati).

Convincere quei creditori che finora hanno declinato l’offerta, continuare il dialogo con i grandi fondi di investimento: è questa la strategia del governo. A manifestare ottimismo è l’altro grande creditore dell’Argentina, il Fondo monetario internazionale, tuttavia non coinvolto nel caso specifico. Il portavoce Gerry Rice, difatti, segnala la fiducia dell’organismo nel raggiungimento di “un accordo con un’alta adesione dei creditori che porti a ristabilire una solida sostenibilità del debito”. È dal principio che il Fmi invita i creditori a ragionare sul piano della sostenibilità.


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Martín Guzmán

“A chi non ha aderito all’offerta verrà dato tempo per presentare una controfferta ragionevole a partire da domani”, fanno sapere dai palazzi dell’Economia argentina. A ogni modo il grande decisore sulla strategia del debito, il ministro dell’Economia, Martín Guzmán, avrà due settimane per nuovi round di negoziati: il 22 maggio scadono i trenta giorni di grazia sul pagamento di 503 milioni di dollari di interessi sui bond. Se a quella data non ci sarà un nuovo accordo, Buenos Aires non avrà che due possibilità: pagare o entrare in default.


Lo stesso Guzmán si dice aperto a offerte che arrivino dai grandi rappresentanti dei creditori internazionali purché “ragionevoli” e ordinate al più volte sottolineato criterio della sostenibilità. In un colloquio con l’agenzia Reuters, il titolare dell’Economia non ha escluso alcuna combinazione tra interessi o riduzione del capitale, periodo di grazia e estensione delle scadenze: “siamo pronti ad ascoltare”.

Finora, fanno sapere gli addeti ai lavori, l’unico fondo a presentare un’offera è il BlackRock, ma viene considerata “poco realista” dal governo. Oltre ad aumenti di valore dei titoli, i grandi fondi chiedono che Buenos Aires cominci a pagare interessi e che quindi venga cassato uno dei principali elementi dell’offerta, la sospensione di ogni pagamento fino alla fine del 2023.

Debito, 138 economisti e Nobel con l’Argentina: “Accettare l’offerta di ristrutturazione”

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