La premessa c’era, mai sottaciuta dal governo già all’atto dell’insediamento, lo scorso dicembre: dare priorità alla tenuta economica e sociale del paese sacrificando, se necessario, gli interessi dei creditori. E la decisione dell’Argentina è andata, almeno in parte, in questa direzione. Con un decreto ad hoc, l’esecutivo guidato da Alberto Fernández ha sospeso in modo unilaterale, per tutto il 2020, i pagamenti del debito pubblico emesso sotto legislazione argentina e in mano a creditori privati.

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Il ministro dell’Economia, Martín Guzmán

Si tratta dei titoli in dollari denominati Bonar e Discount che, secondo gli analisti, hanno un valore totale di dieci miliardi di dollari. Una mossa, proprio perché frutto della decisione unilaterale di posticipare il pagamento al 2021, potrebbe essere considerata dai mercati un evidente default selettivo, interessando solo una parte del debito.


Le ragioni indicate nel decreto richiamano la menzionata “necessità di recuperare la sostenibilità del debito” e, tuttavia, pur indicando il 31 dicembre come data ultima di sospensione del pagamento di quei bond, attribuisce al governo la facoltà di anticiparla su indicazione del ministero dell’Economia, compatibilmente al grado di raggiunta sostenibilità del debito.


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Tra le altre considerazioni alla base della decisione argentina anche la pandemia di coronavirus che “ha alterato le scadenze precedentemente previste dal piano di ristrutturazoine e sostenibilità del debito pubblico” comportando altresì un impatto “sulla salute pubblica e sulla situazione economica e sociale” modificando gli equilibri ordinari.

Con questa decisione, essendo più facilmente ‘controllabili’ le scadenze di titoli emessi sotto legge argentina, il governo punta a un clima di maggiore calma nella ricerca di un accordo con i possessori di titoli regolati dalla legge di New York. È già stato reso noto che il team economico del governo di Buenos Aires sta preparando una nuova offerta da proporre ai possessori di titoli emessi sotto legge straniera, al fine di evitare un default. Gli ulteriori negoziati con i grandi fondi di investimento, si apprende, avverranno nella settimana in corso per poi giungere a una offerta formale dopo il ponte delle festività pasquali.

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