Debito Argentina – Ancora nessuna intesa tra Argentina e i creditori, o meglio, una parte dei possessori di titoli argentini sottoposti a offerta di ristrutturazione per un totale di 66 miliardi di dollari. Nelle ultime ore è arrivato il no alla proposta che l’esecutivo di Buenos Aires ha depostitato il 6 luglio presso la Security and Exchange Commission degli Stati Uniti.

Il rifiuto è arrivato da tre comitati di creditori, che hanno tra le mani un terzo circa del valore interessato dai negoziati. Ragioni economiche e legali sono state indicate dai fondi di investimento (Debito Argentina, creditori respingono offerta e rilanciano. Fernández: “Di più non possiamo”).


debito argentina valore offerta creditori negoziati mercati
Il presidente Fernández e il ministro dell’Economia, Guzmán

Il governo guidato da Alberto Fernández, come dichiarato dallo stesso presidente, “non può fare di più” mentre i rappresentanti più agguerriti dei creditori insistono su valori di scambio più vantaggiosi per i possessori. Tuttavia, gli analisti ritengono che ci saranno altri contatti e che l’accordo sarebbe a un passo perché, a ben vedere, minima è la distanza tra le parti chiamate a trovare una sintesi.


A fare luce su questo aspetto è una analisi di una società di consulenza economica argentina pxq, guidata dall’economista Emanuel Álvarez Agis. La premessa, è che la distanza tra governo e i tre comitati di creditori che si oppongono all’offerta (Ad Hoc Argentine Bondholder Group, Exchange Bondholder Group e Argentine Creditor Committee) è di soli tre dollari ogni cento sottoposti a ristrutturazione.

Stando così le cose sulla base dell’offerta argentina, la riduzione del debito sarebbe di 33,4 miliardi di dollari, che diventano 31,5 secondo la controproposta delle tre sigle. Cifre che dipendono dai due valori proposti per lo scambio: 53,5 dollari ogni cento proposti dall’Argentina contro i 57 che chiedono quei creditori.

“Incomprensioni” anche sulle cedole, che il governo vorrebbe alla media del 3,2 e i creditori in qeustione al 3,4. E diverse anche le date per il pagamento: 4 marzo e 4 settembre nella proposta argentina che diventano 30 gennaio e 30 luglio nella controfferta. La differenza più rilevante è sulla cedola annuale: se Buenos Aires propone l’1 per cento, la controparte chiede il 4,9. Uguali, invece, i termini di ammortamento, salvo il caso dei titoli al 2038 con due rate di differenza (26 e 28) tra le due posizioni.

debito argentina valore offerta creditori negoziati mercati

Margini di avvicinamento, insomma, ci sarebbero e, inoltre, Buenos Aires ha tra le mani la certezza che, a fronte dei ‘belligeranti’, vari fondi di investimento si sono già dichiarati a favore dell’ultima offerta, come il caso di Greylock.

I mercati sembrano dello stesso avviso. Nonostante la notizia dl rifiuto dei tre menzionati gruppi di creditori, le azioni argentina a Wall Street oggi hanno registrato aumenti fino a 9,5 punti. Nella borsa di Buenos Aires i buoni in dollari hanno guadagnato l’1,3 per cento. Giù leggermente anche il rishio paese misurato da Jp Morgan, sceso dello 0,8 per cento a 2.368 punti base sui buoni del Tesoro americani.

Loading...

TI POTREBBERO INTERESSARE