Conti e finanza argentina sotto osservazione, rigida, anche per necessità di onorare gli impegni assunti con il Fondo monetario internazionale. E l’osservato speciale non può che essere il debito pubblico, la cui tendenza è stata descritta nell’ultimo rapporto dell’Indec, l’istituto nazionale di statistica.

Negli ultimi e del 2018, il debito pubblico è aumentato del 18 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017: in termini nominali l’aumento è di 43,372 miliardi di dollari (quasi 38,5 miliardi di euro) arrivando a 277,921 miliardi di dollari, oltre 246 miliardi di euro.


argentina debito pubblico fuga di capitali


L’aumento è stato determinato principalmente da emissioni della Banca centrale (+29 per cento), del Tesoro (+22 per cento), e da altre entità finanziarie (+30 per cento). Se messo in relazione con i dati ufficiali sul Prodotto interno lordo resi noti sempre in questo mese il debito estero complessivo arriva a circa l’82 per cento del Pil a prezzi correnti in dollari.


Qualcosa va meglio sul fronte della fuga dei capitali, da quasi un paio di decenni altro grande tema dell’economia argentina. Nel mese di febbraio, il paese ha perso 965 milioni di dollari (poco più di 855 milioni di euro). Il dato è inferiore del 50,7 per cento rispetto al mese precedente e del 28,7 per cento in meno se comparato allo stesso periodo del 2018. Ciò che, comunque, la stampa economica mette in risalto è l’ammontare dei capitali usciti dall’Argentina nell’intero periodo di governo Macri, oltre 64 miliardi di dollari.

Tuttavia, sul fronte della fuga dei capitali c’è una, seppure parziale, frenata. Il primo bimestre dell’anno in corso segna -23,3 per cento rispetto al 2017 e -34,6 rispetto al 2018. È aumentato del 10,4 per cento se confrontato con il periodo del 2016, quando la fiducia dei mercati era superiore, legata al cambio di governo e di impostazione economica generale.

Chi sono (e che patrimonio hanno) i 6 argentini più ricchi, Forbes 2019

Loading...

TI POTREBBERO INTERESSARE