Tempi ancora difficili per l’economia argentina. Lo afferma anche il Fondo monetario internazionale che, dopo la concessione del maxi prestito da 56,3 miliardi di dollari, ha intensificato le sue attività nella capitale argentina. A parlare di previsioni è l’economista italiano Roberto Cardarelli, a capo della missione Fmi a Buenos Aires. In sintesi, la situazione macroeconomica del paese peggiorerà nell’ultimo trimestre del 2018. Solo dal 2019 l’Argentina registrerà miglioramenti. Precisamente dopo marzo, con i prossimi raccolti e la diminuzione del tasso di inflazione.

“Il quarto trimestre 2018 sarà il peggiore”, afferma Cardarelli in linea con altre analisi avanzate da esperti locali e di Wall Street. Il Fmi prevede una ulteriore contrazione dei consumi privati del 9,9 per cento e del 4,6 per cento il prossimo anno. Il funzionario del Fondo ammette le conseguenze recessive dell’attuale piano finanziario: “Le politiche fiscali e monetarie attuali sono di stabilizzazione e la stabilizzazione ha un costo”. “È possibile affermare che la politica monetaria ha funzionato sul peso e ora c’è da attendere che l’inflazione scenda in modo deciso”.

Roberto Cardarelli fmi argentina
Roberto Cardarelli

Cardarelli si è espresso anche in merito all’impatto del piano sull’attività economica. C’è motivo di ritenere che “la recessione non durerà molto, due o tre trimestri al massimo”, ma “nel secondo trimestre del 2019” l’economia tornerà a crescere grazie al settore agricolo e alla diminuzione del tasso di interesse. “Questo genererà fiducia e un aumento delle esportazioni nette molto significativo”.

Dunque, le previsioni del Fondo monetario sono ottimistiche sulla produzione agricola nonché sul calo dell’inflazione e dei tassi di interesse, per l’economia argentina “un recupero che comincia nel secondo trimestre del 2019 e non si ferma”. Ma i rischi ci sono e lo ammette lo stesso funzionario Fmi, cioè “che l’inflazione non scenda presto come speriamo e in tal caso servirebbe una politica monetaria più restrittiva”. Tuttavia, secondo Cardarelli, neanche la attuale difficile situazione dei mercati emergenti e le politiche pretezionistiche degli Stati Uniti nonché l’incertezza del quadro politico argentino dovrebbero smentire lo scenario tracciato dalle analisi del Fmi in termini di ripresa dell’attività economica argentina.

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