enel crisi argentina

La crisi argentina non preoccupa l’Enel: “Nuove opportunità per raffozare la presenza”

Nessun timore per un futuro incerto e la crisi in atto ma, anzi, tutta l’intenzione di restare in Argentina, nella consapevolezza che si tratta di “un paese straordinariamente ricco, anche se ci vorrà indubbiamente tempo per sanare la situazione”, come dichiarò in tempi non sospetti l’amministratore delegato dell’Enel, Francesco Starace.

enel crisi argentina


A maggior ragione ora, dopo che nel primo trimestre del 2019 il gigante italiano dell’energia ha registrato una performance fortemente positiva, seppur in presenza di alcune criticità strutturali. Grazie soprattutto al contributo delle rinnovabili e all’espansione in Brasile con la consociata Eletropaulo, i ricavi hanno raggiunto i 20,8 miliardi, in crescita del 10,3 per cento rispetto a un anno fa, l’utile netto 1,25 miliardi (più 7,4 per cento), e quello ordinario 1,16 miliardi, con un aumento dell’11,3 per cento.


Di conseguenza, pure il margine operativo lordo ha avuto una dinamica crescente, attestandosi a 4,45 miliardi, con un più 13,9 per cento nel quale le energie rinnovabili e le reti di distribuzione hanno continuato ad essere il motore del gruppo, incidendo per oltre il 70 per cento sul mol. Le rinnovabili, infine, sono state decisive pure per gli investimenti, aumentati del 36 per cento per salire a 1,2 miliardi.

Dunque, seppur in presenza di un debito salito a 45 miliardi (dai precedenti 41), è verosimile ritenere che la multinazionale tricolore attui nel breve periodo una strategia di consolidamento ed espansione nel paese sudamericano più interessante in prospettiva, nel quale è già presente con Enel Argentina.

enel crisi argentina

La holding locale ha quattro controllate: Enel Generación Costanera, la maggior compagnia del Paese nel settore termico; Enel Generación El Chocón, nell’idroelettrico; Enel Trading Argentina per la distribuzione, ed Enel Green Power Argentina per le rinnovabili.

Una presenza, dunque, già strutturata e con un potenziale ancora tutto da definire, soprattutto alla luce del futuro e già stabilito aumento di capitale da tre miliardi di dollari, che “libererà ulteriori opportunità di crescita, rafforzando la nostra presenza nella regione”, secondo Starace.

Crollo del peso, cosa succede alle società italiane attive in Argentina