La Federal Reserve americana ha recentemente indirizzato la sua politica economica verso un rafforzamento del dollaro. L’aumento del valore della moneta Usa, tuttavia ha, indirettamente, provocato una forte contrazione delle valute dei mercati emergenti (l’indice Morgan Stanley Capital International per i mercati emergenti ha perso 8 punti dallo scorso marzo). L’Argentina è sicuramente uno dei paesi che più ha sofferto a causa della nuova politica della Federal Reserve. L’aumento del valore del dollaro ha infatti spinto gli investitori Internazionali a disinvestire i propri capitali dal mercato argentino per cercare rifugio nella moneta forte. La migrazione dei capitali non solo ha provocato un ulteriore incremento della valuta americana, ma ha anche posto le società di paesi con economie e ergenti (come l’Argentina) in una posizione di grande difficoltà a restituire i debiti in dollari determinando una ulteriore svalutazione delle monete deboli. Intanto, la Banca centrale argentina ha dichiarato che “userà tutti i mezzi a sua disposizione” per raggiungere l’obiettivo del governo di ridurre l’inflazione al 15 per cento. Anche le misure urgenti adottate dalla Banca centrale, non hanno avuto gli effetti sperati.

Inoltre, a causa della lenta crescita economica dell’Argentina e del suo elevato tasso di inflazione (nel 2018 sta sfiorando il 30 per cento) è iniziato anche un fenomeno di migrazione dei capitali nazionali verso il riparo del dollaro americano. Non c’è dunque da stupirsi se, nonostante gli sforzi del governo, il peso è la moneta emergente con la peggiore performance del 2018: ha perso 19 punti percentuali da gennaio.
Il trend messo in moto dalla Federal Reserve, tuttavia non è, secondo il Wells Fargo Investment Institute, una seria minaccia all’economia globale. Il debito totale dei passi emergenti era, nel 1999, pari al 38 per cento della ricchezza mondiale, al 29 per cento dello scorso anno. Ciononostante la contrazione della moneta, non solo argentina, e la conseguente riduzione delle esportazione e perdiate delle piazze finanziarie, sta causando un grande rallentamento alla crescita economica di un paese che altrimenti migliorerebbe sensibilmente la sua posizione nell’economia globale.


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