fitch declassamento debito argentina default elezioni

Anche Fitch declassa il debito argentino. E non esclude un default


Dopo Moody’s anche Fitch declassa il debito dell’Argentina, da B a CCC. La causa, come spiega una nota dell’agenzia di rating, è l’incertezza politica dopo le elezioni primarie che si sono tenute domenica 11 agosto. Una situazione che, aggiungono, “aumenta le probabilità di un default o di una ritrutturazione” del debito in modo particolare sui titoli in dollari (24 miliardi) in scadenza a fine anno.

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Sempre secondo Fitch la recessione, nel 2019, sarà ancora più profonda del previsto, con una contrazione del prodotto interno lordo del 2,5 mentre il pronostico iniziale parlava di un -1,7 per cento. Alla base un deterioramento della situazione macroeconomica e un peggioramento delle condizioni finanziarie del paese.

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“Questi sviluppi, avversi, possono danneggiare la liquidità nel breve termine e aumentare il rischio di sostenibilità del debito”, si legge nel comunicato di Fitch. Inoltre, “i risultati delle elezioni primarie anticipano maggiori rischi di discontinuità delle politiche pubbliche dopo le elezioni di ottobre 2019, e questo ha già determinato un collasso del mercato, inclusa una forte svalutazione del peso argentino e il peggioramento dei differenziali sul debito. Tutto ciò comporta un considerevole passo indietro macroeconomico”.

Fitch non nasconde la sfiducia verso il duo Alberto Fernández-Cristina Fernández e ritiene che la possibilità che prevalgano alle prossime elezioni “aumenta i rischi di spezzare la strategia dell’attuale amministrazione di Mauricio Macri nell’attuazione di un programma concordato con il Fondo monetario internazionale”.

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