Debito Argentina – Un primo intervento del Fondo monetario internazionale, replicando alla richiesta avanzata dalla vicepresidente, Cristina Fernández, ha escluso la possibilità di taglio del capitale del prestito concesso a Buenos Aires. Una chiusura netta, argomentata sulla totale rispondenza dell’operazione a statuto e procedure dell’organismo multilaterale. Tuttavia, ritiene che sia praticabile, o meglio necessaria, una ristrutturazione del debito dell’Argentina verso gli investitori privati.

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Luis Cubeddu, capo missione Fmi in Argentina

È la conclusione della missione tecnica dei funzionari del Fondo che per una settimana, con la controparte argentina, ha avuto il fine di analizzare la situazione dei conti del paese sudamericano sulla base di evidenze certe attuali e delle prospettive di recessione e crescita che si alterneranno tra il 2020 e il 2021.


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Con una nota successiva ai lavori di Buenos Aires, il Fmi ha messo nero su bianco la possibile soluzione al problema dell’enorme debito argentino, definendolo “non sostenibile” con la conseguenza che “i creditori privati dovranno dare un contributo significativo per aiutare a ripristinare la sostenibilità”. In altri termini: dovranno rinunciare a una parte delle loro pretese, ancorché legittime, su cifre e/o tempi.

Lo stato economico-finanziario dell’Argentina, segnalano gli analisti del Fondo, non consente di produrre quell’avanzo fiscale sufficiente ad affrontare le scadenze del debito dei prossimi anni che era stato chiesto al governo. Precisamente, il Fondo parla di obiettivo “non economicamente né politicamente fattibile”. Un “politicamente” da intendere come impossibilità di rinunciare alla spesa sociale a protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione colpite dalla recessione e dall’alto livello dell’inflazione.

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Martín Guzmán

Il Fmi, dunque, accetta i passi dell’esecutivo di Buenos Aires, che si dice impegnato a “risolvere la difficile situazione economica e sociale del paese, predisponendo un insieme di misure contro la povertà e stabilizzare l’economia. L’aumento degli ingressi fiscali serve in parte a coprire la maggiore spesa sociale”.

È un punto di incontro nei negoziati tra Fmi e governo argentino. Lo stesso istituto, si legge nalla nota ufficiale successiva alla missione, “sottolinea l’importanza di proseguire un processo negoziale collaborativo con i creditori privati con l’obiettivo di massimizzare il loro contributo all’operazione di ristrutturazione del debito”.

Vengono così annunciate “ulteriori discussioni man mano che le autorità avanzeranno nella definizione dei piani e delle politiche economiche” e che Kristalina Georgieva incontrerà il ministro argentino dell’Economia, Martín Guzmán, al margine della prossima riunione dei ministri delle finanze del G20, per “discutere i prossimi passi dell’impegno del Fmi con l’Argentina”.

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