argentina fmi previsioni inflazione 2019

Economia, il Fmi promuove gli sforzi del governo. Ma ‘fa crescere’ l’inflazione

“Cordiale” e soprattutto “costruttivo”: così viene descritto l’incontro a Washington tra il ministro dell’Economia, Nicolás Dujovne, e la numero uno del Fondo monetario internazinale, Christine Lagarde. La stessa Lagarde, come d’abitudine, ha manifestato lo stesso umore attraverso il suo profilo twitter: “È stato un piacere incontrare Dujovne col quale abbiamo vuto una buona riunione sui recenti sviluppi dell’economia argentina”.

Dal cerimoniale alla sostanza: il tutto avviene prima della riunione del board dell’Istituto (previsto per fine mese) chiamato ad analizzare il rapporto sulla situazione argentina elaborato in occasione delle recente missione guidata da Roberto Cardarelli. Sul punto c’è ottimismo, a Buenos Aires ne sono certi: il Fmi provvederà all’esborso della nuova tranche da 10,7 miliardi di dollari previsti dall’accordo tra governo e organismo.

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Ottimismo che viene confermato anche dalle indiscrezioni sulla riunione tra Dujovne e Lagarde, nel corso della quale, si dice, si è parlato dei risultati raggiunti e delle prospettive per il paese. Dal Fondo fanno sapere che la direttrice si è complimentata con le autorità di Buenos Aires per “gli sforzi finalizzati a promuovere il piano di stabilizzazione economica concordato, garantendo comunque protezione sociale alle fasce più vulnerabili della popolazione”. E che “l’attuazione solida e continua del programma di riforma sarà cruciale per costruire le basi di una economia stabile e una crescita sostenibile”. Insomma, parole che non nascondono il sostegno del Fondo all’esecutivo guidato da Mauricio Macri e alle sue politiche.

Se, come è stato fatto notare, l’economia argentina ha già toccato il fondo e ora non può che avere davanti un panorama migliore, i funzionari del Fondo monetario non hanno risparmiato una delusione all’inviato del governo. Tema, l’inflazione. Nell’ultimo rapporto, il Fmi aveva previsto un tasso del 25 per cento. Ora, però, una correzione: la previsione è rivista al 30 per cento. Tutto il resto permettendo.