Leggera frenata dell’inflazione in Argentina. Secondo i dati ufficiali dell’Indec, il locale istituto di statistica, nel mese di novembre è stata del +2,5 per cento, meno del 3,5 dei due mesi precedenti. È il minore incremento su mese che viene registrato nel corso del 2021, anno nefasto per l’aumento dei prezzi al consumatore.

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Il dato di novembre porta l’inflazione in Argentina a un accumulo del 45,4 per cento nell’anno in corso, superando l’ultima previsione del ministero dell’Economia per l’intero 2021 (la prima formulazione era del +33 per cento), mentre è del 51,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2020.

I settori a mostrare un maggiore aumento dei prezzi sono quelli che raggruppano le voci relative a ristorazione e turismo con un +5 per cento, seguite da abbigliamento e calzature col +4,1. Sotto la media alimentari e bevande non alcoliche, i cui prezzi sono risultati in aumento del 2,2 per cento, effetto anche del provvedimento dei prezzi bloccati voluto dal governo.


Le previsioni degli analisti, tuttavia, suggeriscono un nuovo aumento dell’inflaizone nel mese di dicembre, arrivando al +3 per cento. In tal caso l’Argentina chiuderebbe il 2021 con una inflazione vicina al 50 per cento, una stima che da un paio di mesi avanzano diversi addetti ai lavori. Gli stessi, peraltro, segnalano il ridotto impatto della calmierazione dei prezzi al consumo, prevista fino al 7 gennaio del 2022 su 1.400 beni. Intenzione dell’esecutivo è una proroga ma con un aggiornamento mensile dei prezzi.

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