Commercio, industria, know-how: cosa possono fare insieme Italia e Argentina

Commercio, industria, know-how: cosa possono fare insieme Italia e Argentina. L’iniziativa dell’ambasciata italiana a Buenos Aires


Prospettive e partenariati commerciali sul lungo termine, soprattutto nel settore agro-industriale, sono stati i principali temi al centro dei colloqui tra imprese italiane e argentine promossi nell’ambito dell’iniziativa “Italia en Santa Fe” organizzata dall’ambasciata italiana a Buenos Aires (nella foto di copertina). Come premessa fondamentale, va ricordato che attualmente più di 250 aziende italiane operano in Argentina in diversi settori e danno lavoro a circa 50mila persone.


Gli investimenti italiani in Argentina superano i 950 milioni di dollari e sono concentrati principalmente nei settori automobilistico, energetico e infrastrutturale. L’iniziativa che ha contato anche con la presenza del ministro degli Esteri argentino, Jorge Faurie, è coincisa con la presenza nella capitale argentina di una delegazione dei “Giovani imprenditori” (Gi) della Confindustria che parteciperà il 20 e 21 di settembre all’appuntamento annuale del gruppo di affinità del G20 “Young Entrepreneurs’ Alliance”.

Nell’occasione l’ambasciatore italiano Giuseppe Manzo ha affermato che la presenza dei giovani industriali insieme ai loro colleghi di imprese italiane già presenti in Argentina “dà conto dell’interesse nella creazione di partenariati soprattutto in settori dove il know how italiano può creare valore aggregato alle catene produttive locali”. In questo senso Manzo ha ricordato che “gruppi imprenditoriali italiani hanno dato vita a investimenti di grande rilievo nella provincia di Santa Fe, come il gruppo Trevi e Arag Sa” e ciò “dà fede della fiducia italiana nelle potenzialità argentine in un settore strategico come quello agro-industriale”.


“Questa fiducia è rinnovata oggi qui dai nostri giovani imprenditori, portatori di una prospettiva che dev’essere di lungo termine, strategica” ha proseguito il rappresentante diplomatico italiano, sottolineando che si tratta inoltre di “un fattore che l’Argentina può approfittare in un momento difficile della sua economia”.

Sulla stessa linea il vicepresidente dei giovani di Confindustria, Nicola Altobelli, ha sottolineato in dichiarazioni rilasciate ad Agenzia Nova le potenzialità commerciali della relazione bilaterale, sin qui inesplorate. “Il potenziale c’è ed è tantissimo, è una nazione ricca di materie prime che l’Italia non ha, quindi bisogna solo trovare la maniera migliore per far fiorire delle collaborazioni più proficue e durature”. “Il fatto che la bilancia commerciale bilaterale sia piuttosto equilibrata significa che abbiamo bisogno gli uni degli altri e quindi può essere questa la leva da sfruttare per far crescere questa collaborazione” ha aggiunto il vicepresidente dei giovani industriali, che ha comunque ricordato che “la congiuntura attuale non è favorevole e non siamo qui ad annunciare investimenti o campagne di particolare rilevanza però come giovani imprenditori anteponiamo sempre la conoscenza personale e culturale per cui si tratta di un primo passo per elaborare eventualmente piani successivi”.

Anche il ministro degli Esteri argentino, Jorge Faurie, ha voluto sottolineare il legame anche storico tra i due paesi, ricordando che “l’Italia ha avuto un ruolo da protagonista nell’industrializzazione del nostro paese” e che per questo considera “importante” la presenza a Buenos Aires dei giovani della Confindustria “per iniziare a sviluppare progetti delle nuove generazioni in base al valore aggiunto e alla tecnologia”. Anche se l’Argentina sta passando per un momento di “turbolenza”, ha aggiungo Faurie, il governo è “fiducioso” dei suoi mezzi e convinto che l’unica uscita dalla crisi è rappresentata da una “maggiore integrazione commerciale al mondo”.