La presidenza di turno dell’Argentina non sembra essersi aperta con grandi prospettive di cambiamento all’interno del blocco sudamericano. All’interno del Mercosur continuano a pesare differenze di prospettive a traino di differenze politiche tra i governi dei quattro soci, come evidente dall’ultimo incontro virtuale tra i capi di stato. Una sorta di “ci aggiorniamo” inteso come chiamata collettiva ad avanzare proposte.

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Il ministro degli Esteri argentino, Felipe Solá

In tal senso, in occasione della dodicesima riunione straordinaria del consiglio per il Mercato comune, l’Argentina ha proposto formalmente una riduzione delle tariffe esterne comuni. Congiuntamente, il governo di Buenos Aires – più incline, rispetto ai soci, a una maggiore spinta all’integrazione – non cambia idea circa le relazioni con paesi terzi.

Fumo negli occhi per Brasile e Uruguay che, al contrario, chiedono maggiore libertà dei singoli Stati membri del Mercosur nel relazionarsi con il resto del mondo pretendendo la possibilità di negoziare individualmente accordi bilaterali con paesi terzi.


La proposta argentina sulla riduzione delle tariffe prevede una segmentazione tra circa 1.900 prodotti agroindustriali, industriali, capitali, informatica e telecomunicazioni. E, all’interno di ognuna, differenze tra i vari bene e servizi, in alcuni casi portando all’azzeramento delle tariffe. Diversa la proposta avanzata dall’Uruguay, orientato a una riduzione del 10 per cento circa di tutte le tariffe per il 2021 e di una cifra simile per il 2022.

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