Il calo del prodotto interno lordo dell’Argentina nel 2020 sarà del 12,9 per cento. È la stima dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e, se confermata, corrisponderebbe alla perdita di Pil più alta tra i 46 paesi monitorati dall’Ocse nell’ultima edizione dell’Economic Outlook.

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Nello specifico dell’Argentina, spiegano gli analisti dell’Ocse, nell’anno in corso gli squilibri macroeconomici si sono aggravati e, non da meno, le prolungate misure di contenimento della pandemia – che in Argentina sono durate nove mesi, dal 20 marzo – pesano sulla domanda interna e condizionano il ritmo della ripresa. Fattori che non sono evidentemente riusciti a trarre beneficio dal successo della ristrutturazione del debito pubblico con creditori privati.


L’Ocse, inoltre, ritiene che “il finanziamento dell’elevato deficit fiscale aumenta la pressione sull’inflazione e il divario tra il tasso di cambio ufficiale e quello parallelo”, rendendo più difficile la correzione degli squilibri macroeconomici.


Un miglioramento delle performance economiche dell’Argentina, secondo l’Economic Outlook dell’Ocse, è previsto nel 2021, con una crescita del 3,7 per cento, che potrebbe portarsi al +4,6 per cento nel 2022. Un ‘innesco’ della ripresa si avrà dalla graduale revoca delle misure di contenimento, che porterà a un aumento, seppure leggero, dei consumi privati.

Tuttavia, gli investimenti rimarranno deboli “fino a quando gli squilibri non saranno risolti”, anche perché legati alla fiducia che l’Argentina riuscirà a infondere con le scelte di politica economica e fiscale.

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Fonte grafico: sito Ocse

A tal fine, l’Ocse suggerisce una serie di misure relative all’indirizzo della politica economica e fiscale oltre che a livello istituzionale. Precisamente “una credibile strategia fiscale a medio termine incentrata sul miglioramento dell’efficienza della spesa pubblica e sulla riduzione delle agevolazioni fiscali regressive e dei regimi speciali potrebbe aprire la strada alla riduzione degli squilibri macroeconomici”.

Sul piano istituzionale, invece, la raccomandazione è quella di lavorare per un “rafforzamento della fiducia nelle istituzioni pubbliche, inclusa una magistratura indipendente e una banca centrale”.

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