Gli ultimi dati diffusi dell’Indec, l’istituto nazionale di statistica, mettono in evidenza un calo pesante dell’attività economica in Argentina. Nel solo mese di maggio del 2020, nonostante un incremento del 10 per cento rispetto ad aprile, il crollo è stato del 20,6. Nei primi cinque mesi dell’anno, invece, il prodotto interno lordo dell’Argentina ha perso 13,2 punti rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. C’è, però, tra i sedici monitorati, un settore che registra numeri di crescita elevati, quello della pesca. A maggio, contrariamente a tutti gli altri, segna addirittura un +61,5 per cento.

pesca argentina atlantico gamberoni export prezzi

L’Asociación para el desarrollo de la pesca argentina (Adpa) – ente di categoria per lo sviluppo della pesca – che riunisce attori come Moscuzza, Solimeno, Ardapez, Newsan, Iberconsa, Argenova e Arbumasa, con orgoglio sottolinea che per volume di export il comporto argentino della pesca si posiziona al decimo posto a livello mondiale, come peraltro indicano i dati Indec.


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Nel 2019 le esportazioni della pesca argentina sono state pari a 1,750 miliardi di dollari, numeri che collocano il settore al quinto posto nazionale in termini di export netto. Il primo cliente delle imprese della pesca è la Cina che assorbe quasi la metà del venduto oltre confine. Seguono la Spagna (21 per cento), Stati Uniti (8), Italia (7), Brasile (5), Giappone (5) e Russia (4 per cento).


Tra i principali prodotti esportati, il gambero atlantico, pescato nei mari delle province patagoniche, segna per il 2020 un netto calo in termini di valore. Come indicano i numeri dell’Adpa, il prezzo medio del congelato nel 2020 registra il suo valore medio più basso della storia.

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Se, difatti, nel 2019 il prezzo per tonnellata era pari a 5.611 dollari e nel 2018 a 6.643, nel 2020 non ha finora superato la media di 4.755 dollari. Dal 2011 il prezzo medio per tonnellata non è mai sceso sotto la media dei 6.200 dollari con punte alte registrate nel 2005 (12.196 dollari) e nel 2006 (9.131 dollari).

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