Il peso argentino è tra le monete che hanno subito maggiore svalutazione nel corso dei primi otto mesi di questo 2021. Nella top ten elaborata dal Currency Watchlist dell’economista Steve Hanke dell’università Johns Hopkins di Baltimora la divisa dell’Argentina è al sesto posto in un ranking che include anche paesi alle prese con pesanti crisi politico-istituzionali o situazioni di conflitto.

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Tuttavia, il peso argentino ha recuperato terreno in termini di apprezzamento sul dollaro americano dell’1,5 ad agosto, con una tendenza che dovrebbe portare al 9,5 a metà settembre e all’11 per cento a novembre. Si deve alla specifica politica monetaria dell’attuale governo, includendo maggiori controlli sul mercato dei cambi e pratiche di slittamento cambiario già utilizzate in Argentina ai tempi di Carlos Menem e anche durante le amministrazioni di Cristina Fernández e Mauricio Macri.

A ogni modo, secondo il Currency Watchlist, dal 1 gennaio al 27 agosto del 2021 la moneta più colpita da svalutazione a livello mondiale è il bolívar venezuelano perdendo il 98,76 per cento del suo valore. È seguita dalla lira libanese (-86,76 per cento), dal dollaro dello Zimbabwe (-84,47), il dollaro del Sudan (-80,45) e dalla lira siriana.


Il peso argentino figura al sesto posto del ranking della svalutazione avendo perso, nei quasi otto mesi presi in esame, il 57,69 per cento del valore. Dopo la divisa argentina ci sono il riyal iraniano, il manat del Tukmenistan, il birr etiope e la naira della Nigeria.

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